Acqua: il Maryland (USA) tassa la pioggia

Altro che le gabelle italiane: in USA manca solo tassare l’aria che si respira.

Credevate di vivere nel Paese delle tasse? Credevate che peggio che in Italia, quanto a gabelle, imposte e balzelli non ci fosse al mondo? Ebbene: ricredetevi. Nel paradiso dei liberisti, nell’Eden in terra dove tutti “pagano il 30% e basta”, per affrontare la crisi si stanno inventandole tasse più assurde.

L’ ultima l’ha partorita la fantasia di Martin O’Malley, governatore del Maryland: la tassa sulla pioggia.

La tassa impone a persone, imprese e persino enti no profit di pagare una tassa in base al quantitativo di pioggiache cade sulla loro proprietà e sulle “superfici impervie”. E non pensassero, i soliti furbi, di sfangarsela: ci sarà anche una sorveglianza satellitare su giardini, vialetti e pergolati.
Il motivo? Ahem, sarebbe questo: “Tetti, parcheggi e passi carrabili creano un maggior potenziale per problemi di drenaggio e di contaminazione delle acqua“. Chissà cosa significa, sembra scritto con un “generatore di ragioni di tassazione” tanto non ha senso, anche se ci si nasconde dietro un’imposizione dell’Agenzia ambientale (altrettanto misteriosa).

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Tutto ciò, al di là della demenzialità della cosa, mi ricorda quello che accadde a Cochabamba in Bolivia, dove la rivolta dei contadini su un’assurda privatizzazione dell’acqua (che pretendeva il pagamento anche dell’acqua piovana) finì con la vittoria dei campesinos.

Chissà se anche nel Maryland avranno il coraggio di ribellarsi a tali pretese. E’ vero che non si tratta di compagnie private, ma è vero anche che la coscienza politica sudamericana è tutt’altra cosa.

Fonte: http://petrolio.blogosfere.it/2013/04/acqua-il-maryland-usa-tassa-la-pioggia.html

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