Il buonismo deformante

Proviamo ad affrontare una delle aberrazioni umane più insidiose e occulte: il buonismo.
Ovvero se faccio del bene, senza sapere chi sono o meglio senza conoscere consapevolmente me stesso, allora per ogni azione di bene che faccio attirerò tanto male (questo per la legge universale di equilibrio e compensazione).

Ci troviamo in questo mondo perchè da sempre si cerca di fare del bene per combattere (attaccando) il male e anche per averne un ritorno (di consenso, approvazione, lusinga, perbenismo, ipocrisia, sentimentalismo, etc).

Fare il bene dovrebbe essere esattamente come amare, cioè senza aspettarsi o pretendere nulla in cambio.

E’ la nostra qualità di pensiero che ci porta a pensare che il mondo sia cosparso di male. Così è finchè lo crediamo.
Allora se pensiamo che tutto è bene, facciamo anche il bene, sapendo che ci ritornerà indietro 100 volte tanto, esattamente come quando dono qualcosa. Anche l’atto di donare finisce con la semplice azione del donare e mai si aspetta qualcosa in cambio. Paradossalmente non si aspetta neppure un bacio e, se questo arriva, ne sarò meravigliato e contento. Mai però andrò ad associare quel bacio al mio dono. Assumerò quel bacio come un bellissimo atto venuto dal cielo attraverso una persona. E se così non sarà, allora ritornerò nel vicolo cieco in cui siamo stati finora: cioè fare qualcosa per averne un tornaconto, qualcosa in cambio. E da qui poi non si esce. Non si vede la luce.

Se ci pensiamo bene, anche quando amiamo, ci aspettiamo di essere contraccambiati, di essere riamati a nostra volta. In questo modo amiamo per il bisogno di essere amati, ammettendo che siamo incompleti come esseri, sentiamo che ci manca qualcosa.
Tutto nasce dall’atto della separazione, con il distacco dalla Sorgente, con il senso di colpa e di peccato che ne deriva. Allora abbiamo bisogno di qualcosa che viene dall’esterno, dagli altri, dal mondo. Ecco perchè senza gli altri (il mondo esterno) ci sentiamo depressi, soli e in solitudine, isolati ed emarginati. Questo però non succede se partiamo da un’altra posizione di pensiero, di essere e cioè assumendo la consapevolezza di chi siamo: esseri completi, illimitati, assoluti, perfetti, infiniti. Questa è la nostra natura.

Guarda caso tutta la natura è cosparsa di assoluta perfezione. E noi siamo parte della natura.

 

Il buonismo deformante
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