Il rapporto orale nella stanza ovale

“Chiudi gli occhi! Perchè le tue pupille sono orrende, il tuo sguardo è peccaminoso, la tua iride volgare!”

O anche…

Non parlare! perchè la tua voce è brutta, afona, fastidiosa e non va bene parlare con questa voce!

E, già che ci siamo:

“Tieni sempre le mani in tasca perchè non è educazione vedere il palmo nudo!”

“Cambia carnagione, così sei disgustoso!”

Sarebbe proprio buffo se il mondo funzionasse così, se fossimo costretti a reprimere il nostro essere, i nostri sensi, il nostro io, il nostro esistere perchè, magari, esistono dei codici sociali che ci discriminano, ci reprimono, ci impediscono di manifestare liberamente la nostra espressività viva, corporea e sensoriale.

Fortunatamente, direbbero alcuni, non è così.

E noi possiamo aprire e chiudere gli occhi liberamente, è fantastico no?

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E possiamo pure tenere le mani in tasca, o le mani fuori di tasca… il nostro palmo è meraviglioso e la sua nudità non sconcerta nessuno, straordinaria questa libertà!!!

E non esiste un codice etico, civile o religioso che incrimina la nostra voce, la nostra carnagione, i nostri lineamenti, il colore dei capelli…

Qui, perlomeno, non esiste.

La biodiversità etnica ci aiuta a confrontarci con paesi in cui usi e costumi, tradizioni e culture diverse hanno invece manifestato forme repressive diverse, basate su presunti valori completamente diversi, basti pensare ai paesi in cui le donna indossano il burka o a quelli in cui è malcostume, se non già fuorilegge, esporre le gambe, i capelli, e ci fermiamo qui.

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Eppure se noi pensiamo di non poter parlare, aprire gli occhi o vivere con le mani nude sentiamo immediatamente e chiaramente un senso di soffocamento che non siamo disposti ad accettare, è chiaro! Abbiamo acquisito un certo genere di libertà espressiva e, con la consapevolezza di questa conquista non siamo sicuramente intenzionati a reprimerla. Che senso avrebbe?

Non si capisce bene a quale scopo l’umanità progredisca così velocemente sul piano tecnologico e così lentamente su quello “etico”, per non parlare di quello religioso, fossilizzato a pittoresche idee che hanno qualcosa come un paio di millenni di anzianità.

Eppure lo step che separa paesi “contemporanei a diverso tasso di repressione” dovrebbe aiutare a vedere con chiarezza il percorso della qualità morale e del suo andamento nel corso del tempo, soprattutto ora, che con la globalizzazione tutto viene accelerato enormemente, non si parla più di millenni, secoli, ere, ma ogni singolo decennio porta grandi innovazioni anche sul piano sociale con le conseguenti variabili di carattere etico e morale.

Non ricordo un singolo caso nella storia in cui un passaggio di libertà espressiva legato alla moralità abbia comportato una involuzione o un degrado della specie, anzi… ogni particolare cambiamento è sempre avvenuto nel meglio.

E perchè allora questa ostinazione nel difendere il piacere della repressione?

La gente che oggi scende in piazza contro il matrimonio gaj sarà ricordata, tra qualche anno, alla stessa stregua di chi decenni fa sosteneva il razzismo, di chi vantava il diritto dei bianchi sui neri o dell’uomo sulla donna, è la stessa cosa!

Ma non si tratta tanto di entrare in merito a uno specifico esempio di discriminazione per principi di “etica” quanto piuttosto di vedere questo preoccupante fenomeno di ostruzione come uno dei principali nemici della libertà interiore, dell’amore e della felicità.

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Il senso di peccaminosità legato alla propria espressività sessuale ha la stessa drammatica potenza repressiva che avrebbe l’impedimento ad aprire le palpebre, fare silenzio, vivere con le mani in tasca o camminare sulle ginocchia. Sono handicap gratuiti inoculati da un sistema repressivo che si smaschera da solo semplicemente valutando la differenza di costumi tra un paese o tra l’altro o con il variare del tempo.

Eppure sembra ancora impensabile accettare il modo di essere di chiunque nonostante tutti vivano una propria forma di espressione, perchè solamente la sessualità conformata a un generico standard di “normalità” viene accettata non tanto a livello sociale ma soprattutto a livello interiore. Qui sono le grandi fratture relazionali, le grandi chiusure che spostano il baricentro dell’amore libero da pregiudizi verso un modello di riferimento che oltretutto è sempre cambiato nel corso del tempo e a seconda dell’area geografica.

Provate a mettere il burka ad una ragazza italiana, francese o tedesca, non lo farà mai, si sente più “evoluta” rispetto a chi è “costretto” a indossarlo.

Ma questi sono soli esempi macroscopici che aiutano i grandi demagoghi dell’etica moderna a impantanarsi su cosa è bene e cosa è male, senza rendersi conto che sono autori e vittime dello stesso modello di giudizio che reprime il loro stesso vivere.

Non c’è nessuna, ripeto NESSUNA forma di compiacimento nel considerarsi meglio di altri per una questione di rigidità etica o morale, è una discriminazione identica al razzismo, alla omofobia, allo sfruttamento… ed è proprio qui che nascono di conseguenza i mercati di sfogo trasversale che alimentano il più grande business mondiale, quello della pornografia.

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Non si tratta di accettare o non accettare, perchè il danno maggiore avviene nel singolo individuo che non ha mai una maturità sessuale in grado di consentirgli la libertà di scelta nel proprio essere. Ognuno è diverso esattamente come ogni iride è diversa, ogni impronta digitale, ogni DNA!

Nella sfera sessuale invece questa unicità non viene neanche presa in considerazione e ci sono i modelli; diversi, appunto da paese a paese e diversi, soprattutto, nel tempo.

E tutto questo avviene perchè vengono applicati valori di carattere repressivo e mai di genere espressivo. Il giudizio espresso esternamente diventa così un giudizio interiore, ma nessuno ama reprimersi, chiudere gli occhi, stare in silenzio… ed ecco le battaglie interiori per adeguarsi, migliorare, conformarsi. Coppie di circostanza, fondate sull’amore con un tasso di infedeltà superiore al 70%!

La repressione si manifesta infatti persino a livello inconsapevole, ma poi la maschera cade… ed ecco l’interminabile boom della prostituzione, del vero degrado sociale.

Non si tratta di liberalizzare usi e costumi senza alcun limite di riferimento, i limiti possono serenamente essere, rimanere gli stessi, perchè la sensibilità soggettiva va comunque considerata come un patrimonio emotivo da salvaguardare e tutelare senza forzature nè violenze.

E’ il rapporto che deve cambiare, con chi esprime diversamente i propri desideri, gusti, fantasie, la ricerca di una esperienza di vita attraverso la scoperta di sè stessi passa anche attraverso i canali di liberalizzazione interiore. Il cambiamento avviene dentro!

Con la presa di coscienza del proprio modo di essere, quello autentico però, non quello mascherato. Il difficile è proprio qui! Che psicologi e sociologi, moralisti e perbenisti lavorano per il riposizionamento delle maschere: è un burka invisibile, subdolo e dannoso che occlude le proprie aperture, l’ascolto del proprio sè, senza giudicare e soprattutto senza giudicarsi.

Troppo forte è ancora oggi il potere di normalizzazione della propria sessualità, il bisogno di adattarsi per evitare una contaminazione esterna che crea ombre da aggirare, ostacoli da rimuovere e così, nel dubbio di essere peccaminosi, sporchi, inadatti, inadeguati, poco desiderabili, si investe tutto all’esterno e vai… con il boom del viagra per migliorare le prestazioni (una pasticca tassata al 90% dallo stato) vai con l’abito, il trucco, la pettinatura, la cravatta e le scarpe per sentirsi più belli, eleganti, sensuali, adatti…

Un sistema perverso, questa sì che è perversione, ma fa comodo, molto comodo! Perchè consente per esempio di gestire e manovrare intere opinioni e di destituire così un presidente solamente perchè ha avuto

Un rapporto orale nella stanza ovale” (sembra una filastrocca 🙂 )

Abbattere politici, governanti o personaggi scomodi grazie ad un paio di foto compromettenti… cosa credete? Che gli altri siano diversi? Semplicemente sono più attenti, ma non è qui il fuoco: liberarsi dalla discriminazione etica significa togliere forza, energia a potere a questi strumenti ridicoli che influenzano enormemente il degrado sociale a livelli mondiali!

gattini

Aprire gli occhi, ascoltarli, scegliere di conoscersi, esplorarsi, viversi, amarsi… può aiutare molto, moltissimo ad accettare tutti nella loro biodiversità.

Anche questo fa parte di un mondo migliore, di un progetto di amore…

Il rapporto orale nella stanza ovale
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