Inchiodati al passato: I sigilli vaganti

Chiedo scusa in anticipo ai lettori se quanto riportato in questo scritto potrà offendere la coscienza di qualcuno.

E’ solo un’opinione e come tale, per favore, assumetela, se volete.

Siete liberi di condividerla oppure di rigettarla, come preferite.

Questo pensiero, in ogni caso, accetterà con felicità ogni apprezzamento così come critica.

Questo pensiero ama tutti, anche chi non è in sintonia con lui.

Grazie, senza eccezioni.

Ora la Sede Apostolica è Vacante. Il nostro Caro Papa è tornato ad essere un normale cittadino di Dio, ex Vescovo della città di Roma, Papa Emerito. Per Lui inizia e si conclude un lungo periodo di studio. Con gratitudine, colui che scrive gli rivolge queste parole.

Si riunirà presto un Conclave per l’elezione del prossimo Sommo Pontefice, nella splendida Cappella Sistina della città dei colli.

Benedetto XVI ha affermato, in una delle sue recenti omelie di commiato ai fedeli, che “Resterà servitore della Croce”. Così leggo in alcuni quotidiani.

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Qui ci sta una riflessione…

I nostri vecchi, cari anziani, nonni  tenerissimi, ci hanno sempre ripetuto: “…Dobbiamo ricordare sempre tutti quanti il male che ci hanno portato le guerre, gli orrori degli stermini, così come l’uccisione in croce del Figlio di Dio!!! In modo da non ripeterli più, mai più…!!!”

Anch’io ci ho sempre creduto.

A scuola mi hanno ricordato l’olocausto, lo sterminio perpetrato da menti folli per sopprimere un’ intera razza, insieme ad altre brutture del passato come le guerre, le guerre civili, le guerre mondiali, le rivoluzioni, le epidemie, i genocidi, gli eccidi, etc.

A scuola, film sulle Foibe, libri sulle Foibe, documentari sui campi di concentramento, i nazisti, il popolo ebraico…poi il comunismo, Stalin…e dopo il Tibet…i monaci…e anche l’Intifada…Gaza…la Palestina…e ancora, ancora, ancora…

Gli educatori, i catechisti, gli insegnanti mi hanno aiutato a ricordare il Figlio di Dio martoriato, torturato e sacrificato su una croce, in nome della salvezza dell’anima, ti tutte le anime, delle nostre anime.

Ci credevo. E diventavo triste. La gioia di vivere svaniva dentro di me. Mi sentivo in colpa, sempre più colpevole di qualcosa cui –  mi riferivano – ero responsabile da sempre, ancor prima di nascere.

Spiraglio di luce

Purtroppo questo pensiero, questi pensieri, dei nostri vecchi e dei nostri educatori, mi hanno sempre, ci hanno sempre tenuti inchiodati, proprio inchiodati a una croce, così come è sempre stato anche per i nostri avi.

Una croce da portare sulle spalle per tutta la vita e poi anche morire con essa! Ma allora dove sta l’evoluzione?

Dove mi elevo, in vita?

L’elevazione deve solo essere con la morte?

Necessariamente e indissolubilmente legata alla morte del corpo fisico? Non è possibile allinearsi alla propria anima prima di morire?

Sarebbe follia questa? Per alcuni lo è, forse per molti.

Siamo imprigionati nella mente collettiva. Guai ad uscirne!!!

cuore

Un essere evoluto nell’animo non pensa mai alle cose che non vorrebbe, pensa solo alle cose che vorrebbe.

Se ti fanno sempre ricordare le cose che non vorresti è perché ti vogliono tenere “inchiodato”, “sacrificato” “bloccato” nella tua crescita spirituale.

Non è un più complotto, anche se è nato come tale: semplicemente non lo sanno, adesso non se ne rendono più conto, quasi nessuno ricorda più. Ormai è diventato un modus vivendi, un meccanismo di pensiero.

Se prestiamo attenzione: in momenti di grandi cambiamenti (ora ci siamo dentro in pieno con il nuovo parlamento, il nuovo capo del governo, il nuovo capo dello stato, il nuovo Papa…) coloro che non vogliono i cambiamenti ti sottopongono a un lavaggio del cervello ricordandoti situazioni brutali che ci sono state e ci sono ora nel mondo, per tenerti bloccato, per non lasciarti la possibilità di immagazzinare un nuovo modo di pensare.

CERVELLO

Se ti sottrai alle regole del gioco sarai un “Deviante”. Allora interverranno la religione e lo psicologo o lo psichiatra a riportarti sulla retta via, sulla strada maestra, sulla giusta strada, quella che fa comodo al Sistema. Quella che non minaccia l’Ordine Costituito!!!  Se  va bene, ti sottoporranno “all’analisi”.

Ora cambiamo registro.

Leggo da un libro una rivelazione illuminante:

“- Le ombre del passato…Perdonare è semplicemente ricordare solo i pensieri d’amore che hai dato nel passato e quelli che ti sono stati dati nel passato. Tutto il resto deve essere dimenticato.

L’espiazione è centrata nel passato, dove è stato fatto il pensiero della separazione ed è lì dove deve essere disfatto…”

Forse dobbiamo dimenticare gli orrori e le cose brutte del passato. Dobbiamo ricordare solo i pensieri e gli atti d’amore compiuti nel passato.

Così ci salveremo e ci risveglieremo.

Attraverso questo modo passa la nostra evoluzione e quella di tutta l’umanità.

Dobbiamo disfarci della croce, le nostre personali croci, quelle che ci portiamo per tutta la vita e ci fanno credere di morire.

Attenzione: colui che afferma questo pensiero è costantemente nell’amore più grande per Gesù, il Cristo. Ama Dio e si sente sempre unito a Dio.

Il Papa uscente ha affermato che rimarrà fedele alla Croce.

“Preferisco affermare che rimarrò fedele a Cristo, non alla Croce”.

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Gesù, ci ha mostrato con la Resurrezione di essere andato oltre, al di là della croce. Ed è proprio quello che chiede a ciascuno di noi.

La sofferenza non è più necessaria per sconfiggere il male che c’è in noi.

Per sconfiggere il male è meglio ricominciare a volerci bene, iniziando proprio da noi stessi, dal voler bene ciascuno a sé stesso, proprio a sé stesso.

Tutto quanto è stato compiuto in passato, dai nostri antenati e anche da noi stessi, ci ha condotto alle soglie di una evoluzione che si consoliderà solo nel momento in cui non ricorderemo più il motivo che ci ha spinto a crescere. Solo quando avremo accettato tutto, sia il bello che il brutto (che è anch’esso bello, ma non lo vediamo, non lo comprendiamo ancora!), solo quando avremo onestamente perdonato. Saremo andati oltre, al di là della croce.

Perdonare significa dimenticare il male accaduto e ricordare solo i momenti d’amore, quegli atti d’amore che sono affiorati anche durante le peggiori vicissitudini della storia, vicende che ci hanno toccato personalmente o che hanno toccato l’umanità intera.

Nel presente, i nostri pensieri devono essere solo pensieri impregnati d’amore.

Gesù ci chiede:”Ho bisogno dei tuoi piedi, delle tue mani, della tua voce, dei tuoi pensieri…per salvare il mondo…”

Ma come? Ho sempre pensato di essere io ad aver bisogno di Lui, del mio Cristo!!! Come è possibile che Gesù, il Figlio di Dio, mi chieda di aiutarlo?!?

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E’ incredibile se “approcciamo” a questa idea con una mente “invischiata” in tante “credenze costruite” da menti in complotto del passato, che hanno condizionato l’umanità intera per generazioni e generazioni.

E’ credibile se “rimettiamo in gioco” tutte le conoscenze della nostra mente e ricominciamo da zero, come” tabula rasa”.

Chi è veramente evoluto non potrà mai compiere azioni turpi, perché i suoi pensieri sono puri come quelli di un bambino. Se compie azioni malvagie, la sua anima (alla quale ora, essendo evoluto, è collegato) si ribella e lo bastona nel corpo! Un essere umano evoluto deve mantenere i suoi pensieri (e quindi la sua mente) costantemente nell’amore etico.

Se una persona ha bisogno di ricordare azioni malvagie compiute in passato per non ripeterle più adesso è solo perché non è ancora evoluto e deve mantenere i suoi pensieri “in stato d’assedio”, “sotto lo scacco del turpe!”

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Siamo tutti inchiodati a delle croci!

Questo è il grande inganno della religione.

Ci tiene inchiodati a una croce fino a che giungerà il momento della redenzione, ad opera di un salvatore esterno che viene dal cielo, ad opera di un Dio, separato da noi, che ci perdona.

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Al contrario, siamo noi che dobbiamo perdonare, non Dio.

Dio non ha proprio nulla da perdonarci. Lui ci ama sempre tutti, ma proprio TUTTI e quindi ci ha perdonati e ci perdona sempre, tutti quanti!!!

Noi invece dobbiamo perdonare Dio. Nei nostri pensieri nascosti. Nella nostra mente celata.

Noi dobbiamo perdonare la nostra illusione di essere separati da Dio.

Dobbiamo perdonare il nostro profondo senso di colpa.

Perdonare è solo Amare.

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