La bufala delle lacrime

Tra le notizie del giorno ecco uno spunto di illuminante osservazione, originato da un paio di lacrimucce versate in televisione da Mario Balotelli, un calciatore plurimilionario… Al di là della notizia, commovente o patetica sia, è al contrario molto ma molto interessante osservare la femonologia che questa notizia ha provocato rimbalzando qui e là fino a giungere, completamente distorta, nei siti americani nonchè nel profilo twitter del presidente Usa.

Veramente incredibile!

Le lacrimucce del buon Mario, dovute forse a problemi personali, relazionali o più semplicemente di delusione per la propria prestazione, sono state attribuite a cori razzisti del pubblico napoletano.

Quello che è successo è troppo incredibile: post dopo sono volati insulti, montati sempre di più verso il pubblico napoletano, il razzismo, ideologie sempre più estreme, sempre più insulti, fino ad identificare in un giocatore svizzero uno degli autori di questa crudele e presunta denigrazione.

E’ un episodio veramente stupido, a suo modo divertente e apparentemente poco significativo dal punto di vista dello spesso re di cronaca… ma ATTENZIONE!!!

Perchè ci dà la possibilità di capire dei meccanismi di propagazione delle notizie e sopratutto come sia possibile creare, dal nulla, sdegno, rabbia, incazzature varie, problematiche sociali e perfino mobilitazioni, scandali, pressioni ideologiche e politiche.

Qui è facile ed evidente rendercene conto, anche perchè la notizia nasce in casa nel nostro paese, ma all’estero è rimbalzata via via, social dopo social, paese dopo paese, indignando intere nazioni, giornalisti e opinionisti di vario genere e a tutti i livelli.

Ma vogliamo provare a capire la logica per cui una notizia, una stupida notizia deve poter trasmettere con tanta superficialità sentimenti così profondi?

Ma quanto potere di condizionamento possono esercitare gli organi di comunicazione?

Ma se qui, per un episodio semplicemente ridicolo oltrechè inesistente si mobilitano migliaia di indignati da tutto il mondo è così difficile capire cosa succede quando si diffondono notizie di attentati, presunte armi chimiche, presunti scandali?

E’ un attimo, solamente un attimo e milioni di persone si mobilitano a livello di coscienza spostando in un istante enormi consensi o dissensi.

COME PECORE!!!!!!

Senza la benchè minima autonomia di pensiero, senza la minima libertà!

Una tale subordinazione al sistema di informazione indica che la libertà di pensiero è lontana millenni, anzi… siamo perfettamente sulla strada giusta per perderla definitivamente.

Ed ecco il proliferare di catastrofismi, dove basta millantare una qualunque teoria basata su presunti studi, presunte ricerche… e tutto prende forma e vita, ma a diffondere qualcosa di buono non ci pensa mai nessuno?

Una volta che abbiamo letto qualcosa o visto in televisione, diventa nostro patrimonio conoscitivo. E se questo patrimonio conoscitivo è distorto, ci teniamo in memoria una conoscenza distorta! E siccome le notizie che fanno comodo alle grandi propagande sono sempre quelle sensazionalistiche, ecco che siamo inondati da questa informazione. Ma nessuno si è mai posto come domanda:

“Perchè le notizie sono sempre e solamente negative”?

Ogni giorno avvengono migliaia di eventi positivi e belli, non certo l’orsacchiotto nato allo zoo di Berlino o il Panda salvato nel Borneo. Questi sono zuccherini che vengono dati al termine del TG per digerire i mattoni lanciati in precedenza.

E’ possibile uscire da questo sistema di autocondizionamento dove ogni volta che leggiamo qualcosa siamo capaci di cambiare umore, magari incazzarci, spaventarci, preoccuparci… e in mancanza di meglio siamo pure capaci di condividere e contagiare altre persone con notizie, magari, completamente inesistenti.

E comunque sia non sono notizie REALI: sono trascritte, elaborate, confezionate, controllate da un editore, un redattore, un censore, un manipolatore, un pubblicitario, un esperto di comunicazione, ecc… ecc… ecc.. ecc… ma dopo che avete letto o ascoltato cosa fate?

Andate in giro a raccontarlo, a discuterne! E se qualcuno mette in dubbio la vostra conoscenza cosa ribattete:

“Ah… ma l’ho letto sul giornale!”

“Sicuro, l’ho sentito alla televisione!” – “E’ scritto su un libro” – “Hanno fatto degli studi” – “L’hanno detto al TG”

E via così…

Bene… ho passato 30 anni nel fantastico mondo della televisione e mi considero uno dei massimi esperti di comunicazione sapete cosa vi dico?

E’ TUTTO falso! Almeno il 90% è Falso!

Gli artisti che emergono non sono bravi, sono semplicemente raccomandati, spinti da qualcuno per interesse di qualcun altro. Le ideologie sono sempre sempre sempre mosse e sostenute da correnti di pensiero che fanno comodo a qualcuno.

SEMPRE

Le notizie che passano e rimbombano sono quelle che fanno ascolto.

Per cambiare l’opinione pubblica su qualunque tema basta un nulla: una notizia, un episodio, uno scandalo, una bufala qualunque e tutti come brave pecorelle si indignano, insorgono… o abbassano la testa.

Ora non mi interessa tanto, oggi, scavare a fondo di questo discorso che porta, purtroppo, alla emersione di voragini nel condizionamento sociale però mi preme in particolare soffermarmi sul meccanismo di propagazione non tanto delle notizie, vere o fasulle che siano, quanto degli stati d’animo.

Ogni giorni riceviamo, per induzione esterna, decine, centinaia di eventi negativi che non ci arriverebbero mai se non ci fossero questi strumenti, drammaticamente invasivi, per iniettarle nella nostra sfera emotiva.

E siccome non possiamo ignorare una problematica altrimenti siamo insensibili, non possiamo fingere di nulla di fronte a certe cose, non possiamo stare in silenzio, non possiamo subire, è ora di dire basta… ma quante volte avete sentito queste frasi, migliaia! aria fritta! Ma ancora ci cascano, quasi tutti, con quella nostra parte un pò pecorellica che si lascia trainare, travolgere, manipolare e condizionare dal sentito dire o, peggio… da “Ho studiato” (ma questa è un’altra storia)

P.S. Prima di parlare di risveglio delle coscienze… iniziate a svegliarvi dal letargo! 🙂

La bufala delle lacrime
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