La danza felice

A volte é molto più rassicurante rimanere dove siamo piuttosto che aprire orizzonti nuovi: pochi hanno l’indole dell’esploratore. Uno degli assurdi dell’essere umano é proprio quello di ricercare disperatamente condizioni felici e serene, credendo di non dover neppure Alzare il Culo dalla poltrona di fronte alla televisione di casa. Una condizione voluta ampiamente ma non percepita come tale perché, di fatto, nei dialoghi di questi esseri poltroni esistono solo dita puntate contro gli altri. E la responsabilità personale come Legge Universale, la base che delinea ogni nostro cambiamento consapevole, dove la mettiamo? In questo calderone é incluso anche il genere femminile, comodamente addormentato da millenni.

Ci siamo ritagliate il nostro angolo di vita che, da un certo punto di vista, può sembrare scomodo ma che a un livello molto profondo e non riconosciuto, abbiamo imparato ad apprezzare laddove per apprezzamento si intende una sorta di abitudine al buio rischiarato, ogni tanto, da quale picco di luce che solo per un attimo illumina il nostro angolo di mondo. Anche se non é comodo dove stiamo, é sempre meglio dell’ignoto e dell’assunzione di responsabilità che ci fa assistere a un processo di rinascita che non vogliamo neppure prendere in considerazione: sappiamo bene cosa significa un nuovo parto, e questo é lungo e pieno di doglie.
Ma la ricompensa é grande, come quella di un nuovo Figlio che viene al mondo per prendersi cura del suo scopo: all’inizio é da crescere con valori potenti di responsabilità, libero arbitrio, Leggi Universali e quant’altro lo possa rendere un adulto consapevole. Viene poi lasciato andare per portare con sé il messaggio che ha imparato. Forse é questo che spaventa, forse é proprio la responsabilità la montagna da scalare.

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Mi viene in mente un bellissimo passaggio di un libro: La percezione della Dea é in ogni cosa: svegliarsi al fianco di una persona che ami, é insegnare a camminare, é guardare le montagne e vedere i tramonti che si specchiano nelle nuvole, é seminare una rosa e attendere che cresca per vederla sbocciare, é sentir respirare la notte, é posare la mano sui capelli bianchi dei genitori e dei nonni, é vedere i figli e i figli dei loro figli e capire che non si é vissuti invano, é essere pronti a morire ma soprattutto a vivere sapendo che c’é qualcuno che ci ama per sempre.

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Mi vien voglia di alzarmi e cantare, di ridere e scherzare ed é questo ritrovare la Dea, al di là di ogni filosofica elucubrazione possiamo mettere in atto: é dato a te e a tutte le Donne di insegnare questo, partendo proprio da chi é appena venuto al mondo, estendendo questa allegria, questa danza a ogni essere vivente. É dato alle Donne di rischiarare e rasserenare: in questo modo al suo fianco ci sarà sempre qualcuno, un Uomo se vuole che lo sia, a sostenerle nella danza perché, e lo dico sottovoce, é molto meglio avere qualcuno con cui danzare.

Lucia Merico – Spiritual Coach

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