La “esistenza”

Dio esiste?

Mha… chi lo sa… ne parlano miliardi di umani che lo vedono, sentono e percepiscono in migliaia di modi, forme e lo idolatrano in migliaia di luoghi di culto diversi tra loro, dio, dee o dei, osannato, pregato, screditato, combattuto, blasfemicamente nominato, adorato e idolatrato, dagli altari alle sorgenti, dagli antichi templi alle chiese moderne: forse esiste!

E Babbo Natale? lo conoscono TUTTI, c’è persino la sua casa, il paese, i balocchi, milioni di umani posseggono il suo costume per essere, divenire “Babbo Natale” nel giorno della consumistica festività, tutti portano doni a tutti, ognuno in quell’attimo E’ Babbo Natale, dipinto, disegnato, narrato favoleggiato… forse esiste!

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Io esisto? forse sì…

E tu??? Forse

Gli altri… probabilmente esistono…

COSAesiste?’

CHIesiste‘?

Eppure ci sono dubbi e certezze in uguale misure, infatti esistono sia i dubbi che le certezze… che casino vero?

Per fortuna è facile schiarirsi un pò le idee 🙂

FACILE

Basta un po’ di luce: semplice no?

Per questo si dice:

‘Fare luce‘ su qualcosa !

Lo davamo per scontato?

Forse sì visto che passiamo la maggior parte della nostra ‘esistenza‘ a brancolare nel buio!

Ah no… non tutti vagano nel buio, certo… ma molti chiamano luce la propria oscurità interiore, si ingannano… e così la felicità va altrove, soppiantata da uno schermo carico di ombre e scarico di sorrisi.

QUI occorre fare luce, intervenire per esistere.

Prendiamo la chiavettina o il radiocomando della nostra automobilina e lanciamoci nel traffico… è normale no?

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NO!!!

Non è normale per una creatura viva, umana, infilarsi in una scatoletta di metallo, plastica e vetro, frutto della tecnologia industriale, alimentata a idrocarburi aromatici (peraltro costosissimi e inquinantissimi) e rotolare su dei pneumatici che mordono una striscia di asfalto puzzolente… NON E’ NORMALE! E’ diventata una abitudine, diciamo che è comoda, utile, necessaria, bella, divertente, pratica e insostituibile, ma NORMALE NON LO E’.

Normale sarebbe camminare scalzi, a contatto con l’erba o la sabbia, ma queste cose avvengono, raramente, FORSE in vacanza, non a caso le vacanze sono belle, ambite, desiderate.

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Ma quando siamo nella nostra scatola motrice CHI SIAMO? Noi stessi…? Eseguiamo decine, migliaia di azioni automatizzate: i piedi, le mani e lo sguardo si sincronizzano per ‘manovrare, guidare‘… il veicolo diventa una estensione del nostro corpo, anzichè correre schiacciamo un pedale, anzichè guardare il mondo osserviamo la segnaletica, il semaforo, il tachimetro, la spia, mille migliaia di cose ‘non normali‘.

Però diciamo: “E’ normale“.

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C’è proprio qualcosa che non va!!!

Ora incrociamo altre ‘esistenze‘ ciascuno su una automobilina diversa, alcune sono colorate, alcune sono aggressive, altre sorridono. Se ci sentiamo più veloci perchè la nostra auto è più veloce, se ci consideriamo più belli perchè la nostra auto, secondo noi, è più bella… c’è qualcosa che non va. Se ci sentiamo più ricchi perchè la nostra auto è più costosa, se ci sentiamo più bravi perchè sappiamo guidare meglio del nonnino con il cappello che si imbrana al parcheggio, se ci sentiamo più intelligenti di quella donna che ingombra il fluido scorrimento del comune tempo automobilistico manovrando dieci minuti per entrare in un parcheggio largo dieci volte la sua macchina… siamo messi male.

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Sì… è grave, non siamo più noi stessi, non ‘esistiamo‘ più… abbiamo perso TOTALMENTE il senso, la cognizione, la misura, siamo fuori di casa, instradati su una strada dove possiamo correre a 240Km/h ma non possiamo camminare, crescere, vivere, ‘esistere‘ !!!

Passiamo così la vita a discutere:

‘Questo esiste’

‘Questo NON esiste’

‘Questo è vero e questo è falso’

‘E’ così’!’

‘So che è così’

Sono sicuro, ho letto che, c’è scritto sui giornali, l’hanno detto alla televisione, lo sanno tutti…

Quanti, ma veramente quanti luoghi comuni stabiliscono ciò che esiste da ciò che non esiste… a volte basta affermarlo: “Gli ufo esistono!” | “Gli ufo NON esistono!”

E a seconda di quello che affermiamo, in noi, una cosa esiste oppure no!

Ma noi… quando esistiamo?

Eccola la gabbia dorata, ecco le sbarre, le catene che vincolano e circoscrivono la nostra libertà interiore, ecco dove cadono i sorrisi, dove nasce la prevaricazione, l’egoismo, la presunzione, la disputa, ecco la GRANDE FABBRICA DELLE MASCHERE.

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Quella che indossano i cittadini evoluti dei paesi civilizzati, industrializzati, non è facile giungere a questo fortunato livello di sviluppo, è un lungo lavoro storico, ci vuole il progresso.

E così chiamiamo progresso la nostra involuzione interiore, quella che ancora oggi mantiene il sorriso sul volto di adulti e bambini del terzo mondo e lo toglie ai grandi evoluti dei paesi ad elevata cultura e benessere.

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E così quelli che sono nel benessere vivono nel malessere, vivono in scatole dentro scatole contenute in scatole, non sorridono, non amano… non esistono!

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I poverelli del terzo mondo che soffrono di reali carenze alimentari, sanitarie o logistiche, magari soffocati da regimi o faide, alluvioni o carestie, sanno ancora essere, esistere, sorridere.

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E’ un castello di menzogne, quelle che ci raccontiamo giorno e notte quando siamo felici perchè siamo vestiti bene, quindi più belli, eleganti, magari firmati, ben pettinati, quando abbiamo avuto una promozione magari a danno di qualcuno che ora è infelice, quando siamo invidiosi e ricambiamo cercando di farci invidiare, magari ostentando una ridicola abbronzatura salvo poi prendere le distanze da un uomo di colore… diventiamo verdi di rabbia e rossi dalla vergogna, sentiamo di essere fuori posto, infelici, ma abbiamo casa, famiglia, lavoro, soldi e un futuro garantito, non manca nulla… quindi siamo felici!

NO

Non accade quasi mai.

La cultura dei paesi in via di sviluppo dice che la felicità è un’utopia.

Parli di amore? Utopia!

Parli di gioia, bellezza, fratellanza? Utopia!

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Utopistico è pensare queste cose.

Puntiamo la sveglia ora… all’alba di domani: ore 8.

Anche 8e30, 7e39… non ha importanza.

Domani ci svegliamo e proviamo a esistere.

Ci accorgiamo che intorno a noi tutto esiste, esistono altri, altre, tante cose, poco importa se non sono lì, se non le ‘abbiamo‘ se non le vediamo… è sufficiente svegliarsi, capire e sentire che la menzogna quotidiana che ci rende infelici perchè non abbiamo ancora questo o quello, perchè il telegiornale ci adombra l’esistenza con delitti, tragedie, catastrofi o più semplicemente con il ridicolo teatrino dei governanti capricciosi e avidi che giocano a farsi i dispettini anzichè SVEGLIARSI.. è solo una maschera del sistema, una maschera comune, che misura le persone e decide chi è meglio, chi è peggio. Con questo metodo l’infelicità è garantita! Appena entriamo in auto saremo già più grandi di alcuni, più piccoli di altri… qui bisogna interrompere il meccanismo di blocco, qui bisogna segare le sbarre, evadere, aprirsi, liberarsi, volare, esistere!!!

La liberazione avviene quando ogni sorta di menzogna viene identificata, smascherata, annullata.

Ma abbiamo perso persino la cognizione del vero e del falso, qui sta il casino.

E dove credete che vivano le persone depresse, chiuse, ansiose? Esattamente lì, nel loro mondo immaginario, sono rinchiusi in sè stessi perchè non si identificano in questo sistema, non vogliono recitare, indossare il costume da burattino e giocare alla recita della falsa esistenza.

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I depressi sono eroici guerrieri dell’anima che evitano, loro malgrado, di partecipare alla propagazione del mal-essere: lo vivono, chiusi in sè stessi e non offendono, non feriscono, non sanno e non vogliono prevaricare, soffrono nella propria anima perchè sentono di non potersi posizionare in questo teatrino del meglio e del peggio dove tutto, ma proprio tutto è deformato! Persino il senso stesso della realtà. !!!

Felicità è ritrovare sè stessi nell’età in cui si vive, ancora integri, ancora VIVI! nella mente con i pensieri di sempre. Con il carattere intatto di ieri e con un presente che soddisfa quelle che, ieri, erano le speranze di domani.

Ecco, sono completamente me stesso. Tolgo dalla mente molte cose che non vanno… Forse il mio cuore sta sanguinando, ma mi sento nuovo. Non sono più un contrasto umano, un paradigma anatomico, un insieme fondamentalmente estetico, esteriore, superficiale, una convenzione umana qualunque.” *

*(1-12-1981)

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