La nascita della filosofia

La filosofia fu creazione del genio ellenico: non derivò ai Greci da precisi stimoli desunti dalle civiltà orientali, ma dall’Oriente vennero alcune conoscenze scientifiche, astronomiche e matematico-geometriche, che l’uomo greco seppe ripensare e ricreare in dimensione teoretica, mentre gli Orientali le concepivano in senso prevalentemente pratico.

La filosofia sorse in Grecia perché proprio in Grecia si crearono un clima culturale e politico favorevole.
I cespiti dai quali derivò la filosofia ellenica furono:

  • la poesia che anticipò il gusto dell’armonia, della proporzione e della giusta misura(Omero i Lirici) e un modo particolare di fornire spiegazione risalendo alle cause, sia pure a livello fantastico-poetico(in particolare con la Teogonia di Esiodo);
  • la religione che si distinse in religione pubblica ispirata a Omero e a Esiodo e in religione dei misteri, in particolare quella orfica. 

La religione pubblica considera gli dei come forze naturali amplificate nella dimensione del divino, o come aspetti caratteristici dell’uomo sublimali.
La religione orfica considera l’uomo in maniera dualistica: come anima immortale, concepita come un demone, per una colpa originaria condannata a vivere in un corpo, inteso come tomba e prigione,
Dall’Orfismo deriva una morale che pone precisi limiti ad alcune tendenze irrazionali dell’uomo.
Ciò che accomuna queste due forme di religione è l’assenza di dogmi fissi e vincolanti in senso assoluto, di testi sacri rivelati e di interpreti e custodi di questa rivelazione(ossia sacerdoti preparati per questi precisi compiti).
Per tale motivo, il pensiero filosofico godette, fin dall’inizio, di un’ampia libertà di espressione, con poche eccezioni;
-le condizioni socio-economiche, i Greci raggiunsero un certo benessere e una notevole libertà politica di Occidente.
Inoltre si sviluppò un forte senso di appartenenza alla città, fino al punto di identificare l’ “individuo” con il “cittadino”, e di connettere strettamente l’etica con la politica.
La filosofia (amore per la sapienza) ha per oggetto la totalità delle cose (tutta la realtà, l’ ”intero”) e in questo confina con la religione; usa un metodo razionale, e in questo ha contatti con la scienza con cui per un certo periodo si identifica; inoltre, ha come scopo la pura “contemplazione della verità”, ossia la conoscenza della verità in quanto tale, e in ciò si differenzia dalle arti che hanno un intento in prevalenza pratico.
La contemplazione della verità –che è una naturale aspirazione dell’uomo- è vista come fondamento della morale e anche della vita politica nel suo più alto senso; e dai filosofi viene considerata il momento supremo della vita dell’uomo, fonte della vera felicità.

La nascita della filosofia
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