La pet therapy

Alcuni studi condotti in campo scientifico affermano che gli animali possono supportarci a guarire da alcune patologie.
Ad asserirlo è pure il ministro della salute: oltre a riconoscere la pet therapy come metodo ufficiale, ha appena diramato le linee guida per cui le cure eseguite grazie alla compagnia di Fido e non solo.
La selezione degli animali avviene in base al paziente e alla patologia, coadiuvando la pet therapy alla medicina tradizionale.
Tutti i cuccioli, prima di entrare in corsia, vengono addestrati per sfruttare al massimo le loro capacità terapeutiche.
La pet therapy si utilizza in molti casi, sia per la fascia che comprende gli adulti, sia per quella dei bambini.
Negli anziani che riscontrano problemi di lucidità, interagire con un animale è uno stimolo cognitivo, perché induce la mente a rispondere al contatto visivo, tattile e buono.
Si riattiva la sfera dei sentimenti grazie alla trasmissione di affetto.
Nelle case di riposo è stata rilevata una notevole decurtazione di irrequietezza, insonnia e perdita di memoria.
Nei bambini affetti da queste patologie occuparsi di un cucciolo stimola l’interesse, attira l’attenzione e sviluppa nella mente una sensazione di orgoglio: sono tutti fattori fondamentali ed indispensabili che concorrono alla risoluzione di problemi di autostima, autocontrollo e apprendimento.
L’interazione che si intraprende con un cucciolo, riduce la solitudine e depressione familiare, favorendo il gioco, le amicizie e l’approccio con gli altri.
Chi viene minato da problemi di autismo, il contatto con l’animale terapista sprona lo sviluppo psico-affettivo del paziente, interagendo con l’ambiente esterno e debellando l’alienazione.
I delfini emettono suoni e vibrazioni particolari che stimolano nell’uomo le aree del cervello adibite alla comunicazione e all’area affettiva.
Sono appropriati anche come cura di supporto nelle persone affette dalla sindrome di Down.
Interagire con l’animale terapista ha un effetto rilassante che incrementa l’autocontrollo nel paziente epilettico.
I cani hanno dimostrato che una grande capacità nel prevedere le crisi ipoglicemiche.
Nei bambini che non sono consapevoli dei campanelli d’allarme, gli animali comprendono in base alla percezione dell’odore che gli zuccheri stanno calando o aumentando, leccano le mani del padroncino il quale recepisce che è giunto l’attimo di utilizzare l’insulina.
Il contatto con un animale abbassa la produzione di cortisolo, ormone dello stress e aumenta quella di endorfine, innalzando il senso di benessere fisico, di piacere e di felicità.
Si rivela efficace, perché influisce moltissimo sulla volontà di reagire e regala, quindi, tanto entusiasmo.

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