La ricerca di un “IO”

Nella ricerca di un io abbiamo un percorso da compiere: può essere estremamente breve, nel caso in cui quello che siamo sia perfettamente leggibile e ci vada bene così, come può essere estremamente lungo e complesso quando subentrano fattori di crisi o insoddisfazione di qualunque genere.

Per affrontare questo percorso è importante capire quanti e quali valori noi abbiamo o diamo alle cose, alle persone o agli eventi, quanti e quali condizionamenti abbiamo inevitabilmente subito, quante cose accadono nel quotidiano in conseguenza di scelte del passato che ora potrebbero essere diversificate venendo a mancare le condizioni stesse che hanno portato a quelle scelte… e ancora c’è la nostra crescita, il percorso di crescita che ci porta a percepire cose nuove, diverse, frutto di esperienze diverse o non previste che hanno messo in discussione precedenti principi e valori personali.

Se da una parte il lavoro di ricerca in noi stessi per identificare e spogliare il nostro IO da tutti gli elementi causali che lo hanno modellato nel tempo è appassionante ma estremamente impegnativo e lungo, possiamo semplificare il percorso aggirando e di molto alcuni ostacoli primari per passare oltre…

1 – Accettiamo ciò che siamo, ciò che è stato, ciò che siamo stati e valutiamo eventualmente da qui in avanti che cosa preferiremmo essere o diventare

2 – Evitiamo di perdere tempo ed energie nella colpevolizzazione di ciò che è stato, sarebbe ulteriore spreco esistenziale e non risolve assolutamente nulla

3 – Se cambiamo idea, opinione, gusti, principi non significa che non siamo coerenti o che non abbiamo carattere… se accade significa che in noi sono subentrati nuovi gusti, nuove opinioni, nuovi principi frutto di una nostra maturazione che ci ha portato a modificare la percezione dell’Universo. E’ un cambiamento che avviene quasi sempre in meglio e comunque sia, se avviene…. avviene!

4 – Accettiamo la biodiversità, le persone diverse che per ragioni diverse sono diverse… ai loro occhi noi siamo esattamente come loro si presentano a noi: diversi! Combattere persone diverse o ideologie diverse significa farsi combattere da loro per le loro stesse ragioni. Sto parlando ovviamente e sempre dei piccoli sistemi individuali.

5 – Non solo siamo, ma possiamo continuare ad essere oppure divenire… basta ascoltare il nostro spirito o, se vogliamo farla più semplice, il nostro stato d’animo… se c’è insoddisfazione si tratta solo di capire a cosa è dovuta. Se vogliamo cose che non abbiamo valutiamo bene, prima di tutto, se queste cose ci interessano realmente o non sono piuttosto desideri sociali, dettami pubblicitari, slogan altrui, compulsioni consumistiche o rincorse a una posizione, un titolo, un luogo, una cosa che dia presunto prestigio, potere o piacere… La maggior parte delle cose materiali, la maggior parte dei titoli professionali o delle qualifiche lavorative tende a creare una gerarchia sociale internamente alla quale molti vivono nel mito di traguardi, carriere o beni economici o materiali che non sono realmente intenzionati a raggiungere…

6 – Quando sarà il momento di divenire diversamente, accadrà… avremo le energie per farlo e sapremo canalizzare i nostri intenti, la nostra conoscenza e le nostre intenzioni in quella direzione… se non lo facciamo è perché non deve accadere: probabilmente la sensazione di inadeguatezza, infelicità, insoddisfazione non deriva dalla mancanza di quelle cose che stiamo identificando come obiettivi ma dal fatto che il nostro spirito è consapevole che non sono quelli i nostri obiettivi.

io

7 – Accettiamo quindi anche il dialogo interiore con noi stessi che non è poi così complicato: se qualcosa accade c’è una sua spiegazione, se non accade c’è la stessa spiegazione… non cercare spiegazioni significa togliere il peso ossessivo ed enorme di dovere e volere dare risposta a tutto. E’ un peso assolutamente inutile !

8 – Dedicare la vita alla ricerca della felicità è il miglior modo per essere infelici… se proprio vogliamo esserlo è sufficiente intervenire sul nostro stato d’animo, considerarci felici, ammesso che sia un obiettivo, anziché infelici. Misurare ciò che abbiamo rispetto ad altri è veramente gretto e stupido, ognuno ha ciò che ha, vive ciò che vive, ha la sua storia, vive il suo presente e sarà nello stesso arco futuro che noi stessi vivremo… se consideriamo il suo modo migliore del nostro è sufficiente imitarlo, se non accade è proprio perché il suo modo non è il nostro e con le sue stesse cose non necessariamente saremmo felici

9 – La spinta o il freno alle nostre azioni è già autoregolamentata dall’Universo e va molto oltre la tangibilità delle cose terrene… fa nulla se abbiamo credenze, scetticismo, convinzioni di altro genere… il trucco è proprio quello di perderle, non di cercarne altre magari ancora più contorte !

10 – Seguire guide, luci, manuali, ricette, illuminazioni altrui… rende felici e ricchi loro, difficilmente noi !!! Ogni grande Illuminato della storia, Gesù Cristo in primis, ha fatto salti mortali di ogni genere per giungere alle conclusioni più ovvie e semplici… dopo una vita di tormenti e sofferenze indescrivibili ogni Grande Illuminato è giunto alla stessa conclusione: la felicità non è nelle cose terrene, nei beni materiali, nei piaceri del corpo… E’ ovunque e gratis in noi stessi a condizione che sappiamo vederla, ascoltarla, percepirla…. Fatto questo possiamo avere o non avere: sarà il nostro spirito a sentirsi pronto per andare oltre e ottenere, se lo ritiene, cose anche di questo genere purché servano al reale miglioramento del proprio percorso evolutivo.

11 – Proviamo a vedere in ciascuno di noi un ruscello sorgivo, limpido e cristallino che scorre vivo… incontreremo altre acque oppure no, avremo momenti in cui siamo limpidi e altri in cui siamo torbidi… formeremo grandi laghi oppure ci fermeremo per diventare una palude melmosa… non serve essere avidi di acque altrui, non serve rincorrere il sogno di diventare un oceano… il corso delle acque rimane limpido e cristallino proprio se lasciamo fluire il nostro IO nello spazio temporale e Universale in cui viviamo… non siamo guidati dal destino né al tempo stesso possiamo governarlo… spogliamoci anche di questo  senso fatalistico per cui esiste un destino, ovvero del fatto che non esista… lasciamo le acque limpide il più possibile e preoccupiamoci di mantenere limpidezza proprio evitando l’inquinamento che deriva dai valori, dai principi o dagli ideali altrui… Non significa isolarsi o creare dighe, significa essere noi stessi… poi nel corso della vita accadranno eventi, avremo esperienze, conoscenze, passeremo territori piccoli o grandi, aridi o fertili… poco importa… lasciamo fluire il corso della nostra vita in noi stessi con la massima semplicità possibile… il lavoro non è depurare le acque ma evitare di inquinarle!

12 – La vera interazione con il mondo, le persone, la natura e il cosmo deve tenere conto di questo scorrere… accanto o insieme a noi scorrono molteplici altri corsi d’acqua… restiamo nel nostro alveo consapevoli che ognuno scorre nel proprio bacino idrografico, può essere condivisibile e può non esserlo, ma tutti scorrono… le mille possibili ramificazioni creano fiumi laghi e mari di ogni genere, grandi masse o isolati eremiti… quello che accade accade e accanirsi per modificare le cose significa crearsi sofferenza gratuita, tormenti inutili, significa deviare dal nostro corso per poi affrontare mille difficoltà per ritrovarlo…

13 – Raggiunta la limpidezza sarà ora possibile ricevere nuove acque, avere affluenti, immissari, crescere… le altre acque non cercano paludi né acquitrini… restare limpidi significa far si che i nostri veri obiettivi di vita giungano a noi trovandoci pronti per accoglierli… Diversamente la vita è un inutile rimpianto per ciò che non accade mistificato da presunti traguardi di benessere e felicità che altri, per loro malessere o per loro infelicità, hanno propagato nell’Universo infangando non solo sé stessi ma anche tutti coloro che hanno ricevuto le loro acque fangose.

14 – L’argomento ovviamente si presta a numerosissime divagazioni per cui preferisco limitarlo a quanto scritto sinora… vorrei lasciarti però con questa piccola ma potente immagine acquisita nel corso della recente primavera… osservando un campo di grandi fiori, gialli e colorati, rimirandolo e camminando in silenzio lungo il sentiero che lo costeggiava, ho potuto cogliere un suono, una vibrazione, un rumore, un ronzio… erano decine, centinaia, migliaia di piccole api color fiore, invisibili all’occhio da lontano che volavano tra un fiore e l’altro… si posavano un istante, cercavano il polline che raccoglievano in piccole sacche lungo le zampine… ho colto un piccolo, immenso gesto di amore per questo splendido sistema armonico che coinvolge il regno animale coniugandolo in quello vegetale… era quasi impercettibile da lontano, dovevo esserci, lì in quel momento, saperlo ascoltare, vedere, cogliere, interpretare… in quel momento le api fecondavano i fiori che avrebbero potuto produrre frutti, semi… nuova vita… e al tempo stesso ne raccoglievano il nettare per dare vita e alimento alle proprie larve… un sistema ciclico perfetto e quasi impercettibile… il trucco è proprio lì… nelle piccole cose, così piccole che è difficile vederle, coglierle, scoprirle… se ci riusciamo però avremo il premio di contribuire al grande sistema della vita, accettando il nostro ruolo così come le api accettano il loro… avranno come riconoscimento il dono di produrre l’alimento più dolce, dorato, delizioso che ci sia…

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