La trasformazione politica

Sarebbe bello se fosse sufficiente un voto alternativo per cambiare completamente le cose… ma la Terra insegna che i cambiamenti avvengono in ere, epoche, che tutto si trasforma non oggi per domani ma attraverso il giusto percorso del dovuto arco temporale.

Oggi è in atto un cambiamento a livello politico che non è tanto una variante della classe di governo, ma un movimento interno al singolo cittadino, è lui, ognuno di noi artefici di un cambiamento che non avviene fuori, ma dentro ciascuno quando prendiamo coscienza di valori diversi, riferimenti diversi, idee e convinzioni diverse.

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Se vogliamo cambiare il Paese dobbiamo affrontare con coraggio il cambiamento delle nostre coscienze, passare dalla rabbia incostruttiva alla collaboratività, solidarietà e fratellanza ben più costruttiva, lavorare per sciogliere qualunque forma di discriminazione sociale, razziale, etica, religiosa o economica, culturale o ideologica, lavorare nel nostro cuore per aprirci al piacere e al desiderio di un governo trasparente e pacifico, leale e lungimirante.

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Non è facile, perchè dovremmo anche immaginare di rinunciare al piacere del contrasto ideologico, del litigio, alla possibilità di accusare qualcuno dei nostri mali scaricando così in un comodo immondezzaio le nostre responsabilità… siamo convinti di volerlo fare?

E’ così facile prendersela con il mondo, con il cielo, con dio o tutti i santi e delegare a loro la causa dei nostri mali e della nostra infelicità, c’è un preciso culto della sofferenza che impedisce da tempo immemorabile di superare la soglia del vittimismo per lanciarsi negli spazi di una reale libertà.

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Ma quanti desiderano veramente tutto questo? Oggi ancora pochi, pochissimi!

E’ una ideologia delle parole, per molti è una utopia: “Vorrei, sarebbe bello, sarebbe stupendo… ma non si può, non si dice, non si pensa, la storia insegna diversamente, bisogna pensare a questo pensare a quell’altro… castelli in aria! favole! culto della negatività a cui la chiesa ha dato da un paio di millenni un eccellente contributo, per la grassa gioia degli avidi al potere!”

Il cambiamento di oggi è un qualunque cambiamento di sempre, nulla di nuovo, ce ne saranno altri, ce ne saranno sempre!

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Ora si è insediata una classe politica alternativa che ha fatto della rabbia e della protesta il proprio veicolo di propagazione, la rabbia era tanta e così è stato sufficiente caricare la catapulta per proiettarsi in parlamento con idee buone, propositi buoni, ma chiarezza forse ancora poca, molto poca…

Purtroppo il governo attuale, ingovernabile, è solamente une breve temporanea parentesi destinata a durare 7-8 mesi, forse meno.

Dove sta l’errore? Nei politici?

No, sta nel singolo cittadino, che è ancora confuso e non sa staccarsi dal piacere morboso di godere dei litigi partitici, di sprecare parole e considerazioni gratuite sui malfatti e sulle ruberie, che è indeciso se puntare e investire sul proprio benessere (che significa essere bene, ossia felice) o continuare questo perverso gioco autodistruttivo del “vorrei ma non posso”… “E’ una utopia“.

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I governanti vecchio stampo lo sanno bene e fin da subito puntano non certo a governare ma a reprimere il cambiamento, qualcuno si è minimamente premurato di proporre qualcosa?

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Dopo l’abbuffata elettorale, milioni ai partiti e via con le dispute, la bagarre, il gioco al degrado… sputtana tu che sputtano anch’io…

Molto triste, ma durerà poco.

In questo arco temporaneo c’è però lo spazio per una VERA presa di coscienza, può maturare realmente, accadere…

Si pensa da sempre che non sia possibile trasformare la rabbia in gioia, questo sta accadendo ancora. Il movimento che ancora adesso potrebbe giocare le carte della trasformazione grida la propria rabbia ma i cittadini non reggeranno ancora a lungo, dopo il voto di protesta vogliono vita, felicità, futuro, progetti, ideali…

No! Questi gridano ancora, continueranno a farlo! E crolleranno anche loro.

Rabbia, protesta, rivoluzione… sono solo sinonimi di caos!

Accade nelle singole famiglie così come nelle intere nazioni.

Se oggi un solo, illuminato politicante, deponesse le armi e con il cuore in mano invocasse con amore e lealtà gli altri a fare altrettanto, forse qualcosa cambierebbe.

Ma poi cosa direbbero i telegiornali? i giornali? i giornalisti sensazionalisti? Come potrebbero fare ascolto le ridicole puntate di tv spazzatura dove tutti si denigrano, si degradano, si confrontano sulla base della propria capacità di deridere e mai, mai, mai di amare e parlare di amore?

Incominciamo a togliere importanza al culto della rabbia, dentro di noi, dentro ciascuno di noi. Se potessimo eleggere il sole nostro presidente saremmo governati da una luce divina. In realtà già accade ma tutto si infrange contro le mura ostruzionistiche dell’interesse individuale e contro questo inossidabile culto dell’impropero, della ribellione armi in pugno, gridare, come se fossimo all’arena, sempre più forte.

Il partito del silenzio, il partito della pace, il partito dell’amore… ci sono già, è sufficiente aderire con la propria consapevolezza… via le fette di salame, allontanatevi dal muro, via le bende, le stampelle, gli antidepressivi, gli alcolici e le droghe, via tutto, queste sono le cose da gettare, non la propria felicità!

ticket di Amore con il mondo

 

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