La voce di Gesù

Io sono la via, la verità, la vita. In verità, in verità vi dico: chi crede in me, lui pure compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io conduco al Padre. E in quel giorno voi saprete che io sono nel Padre, e voi in me e io in voi. In quel giorno non mi domanderete più nulla”.  (Giovanni, 14, 6.12.20;  16,23).

Quando Gesù dice “IO” intende sempre due cose nel contempo:  sé stesso e insieme quello che ciascun uomo può dire “io” nello stesso modo in cui Gesù lo dice.

Vale a dire quella parte divina che è contenuta in ciascun uomo e che è più o meno addormentata.

La natura duplice di questo  di questo “io” è, nel Vangelo di Giovanni, il suo insegnamento più frequente e decisivo.

 “Colui che ama, governa la luce, fratelli miei.  Imparate che la morte, la distanza, lo spazio, il tempo, non sono nulla, null’altro che impossibilità volute da coloro che nascondono il cuore.  Ognuno degli istanti della vostra vita sia dunque pura energia e farò mia la vostra presenza: la manifesterete al di là degli spazi, delle epoche, dei mondi.

Fratelli miei, non vi ho preparati per ricevere il credo di una nuova fede basata su un sistema da analizzare.  Vi annuncio la percezione dell’unica Essenza, perché tutto è al di là del dualismo delle parole.

Così vi chiedo, quando parlerete in mia memoria,  di non costruire una religione…

Il vostro mondo ne ha già avute tante, e sono tutte all’ombra dei loro dogmi, come città dietro le mura e dimenticano che i venti soffiano.

Vivete e fate vivere,  sentite e fate sentire, pensate e insegnate a pensare.  Non imponete ciò che sapete, ma fate amare la ricerca della verità.

L’uomo da sempre recita il pensiero di un altro uomo…che reciti infine se stesso nel più profondo del suo essere.  E’ lì che vedrà la luce, perché è lì che risiede il Padre, la Forza, perché è lì che lui stesso risiede da sempre,  Il pensiero è l’essenza della luce…che egli impari dunque a pensare.

Parlate a tutti di ciò e cercate di vivere le parole che pronunciate.

Non ponete limiti, siate illimitati nel cuore e nella mente come nel verbo, perché il vostro linguaggio non diventi una frontiera.

Andate tra le genti…ma non percorrete la strada al posto loro: siate solo la Scintilla di Luce.  Capitemi Fratelli, non radicate mai la Verità del Padre nei cuori degli uomini, ma lasciate che si radichi da sola, perché altrimenti non manipolereste altro che la forza e l’illusione.

Non parlate loro di me…ma del mio cuore che dorme in loro.  Aiutate solo il risveglio della voglia di amare. Ecco tutto ciò che il Padre vi chiede.

In verità vi dico: non abbandonerò la terra, fino al suo risveglio totale, le resterò accanto”.

Ora vi chiedo di non scrivere nulla, perché non è il vostro compito, non è il compito che vi ho assegnato.

Le nostre energie sono un bene prezioso che non ci appartiene, che abbiamo solo in deposito con uno scopo preciso e che quindi non dobbiamo disperdere.

Il nostro compito è quello di trasmettere con l’esempio e con l’amore”.

Giuseppe spiegò poi che il Maestro temeva la forza degli scritti e del fatto che potessero essere manipolati e travisati.

IL sacro Graal

La coppa intagliata nella pietra come fosse frutto a forma di mezza sfera svuotata.

“Questo calice – disse Giuseppe – ha raccolto il sangue di Gesù da cinque parti del suo corpo in cui volteggiavano ancora nell’etere piccole ruote di fuoco, cinque energie sottili insieme fisiche e spirituali.

Questa coppa sarà per noi simbolo e fonte di forza, perché il suo irraggiamento distillerà un’energia insospettabile ovunque sulla terra.  Ma sappiate, fratelli miei, che non sarà per mezzo di questo calice che padroneggeremo tutti i poteri di dominazione ricercati da tutti i maghi del mondo. Quando l’avrò sepolta, sarà inutile cercarla fisicamente. Essa diverrà solo una forza invisibile e chi la ricercherà, dovrà prima imparare a trovare se stesso.  E’ un essere che vive sui piani di luce, un essere amorevole. Il suo irradiamento è purificatore e fertilizza spiritualmente la terra.

Ogni creatura ha la sua coppa, in un luogo di pace, fuori dal tempo, che potrà raggiungere solo grazie alla sua coscienza pura, come quella di un bambino.

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo:

“Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli ? ”

Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo mise in mezzo a loro e disse:

“In verità vi dico:  se non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.

Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.  E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me”.

La voce di Gesù
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