Madagascar. Un golpe… contro una multinazionale.

Ricorda (vagamente) quel che successe in Bolivia contro le multinazionali dell’acqua, la situazione in Madagascar. E’ che quando la svendita è troppa, è troppa.

La splendida isola africana era non solo un Eden in Terra, ma era anche ricchissima di risorse naturali e minerarie. Il Presidente Ravalomanana, quello cacciato a calci nel sedere, aveva pensato bene di avviare la consueta politica di privatizzazioni selvagge con il premuroso sostegno dei soliti compagni di merende: il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l’Unione Europea (che quando si tratta di andare a depredare gli altri è pochissimo statalista).

Così, mentre il popolo malgascio continuava a fare la fame come tradizione, ecco chi si appropriava dei suoi tesori: il petrolio finiva alla francese Total, la bauxite e l’allumina alla Rio Tinto che malgrado l’esotico nome è inglese, il titanio alla sudafricana Exxaro, il carbone alla Island Minerals australiana, e infine il nichel e il cobalto alla canadese Sherritt. Naturalmente, le estrazioni minerarie avvengono come sempre senza alcun rispetto del ricchissimo ambiente malgascio, devastando allegramente foreste e habitat di specie preziose e in via di estinzione.

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Fin qui, tutto normale. Ma alla fine la shock economy esagera sempre: e quando lo scorso novembre il presidente tycoon (sull’Independent lo paragonano apertamente a Berlusconi!) ha deciso di cedere, gratuitamente, l’uso di metà del territorio coltivabile alla multinazionale coreana Daewoo per sfamare Seoul, la popolazione ha deciso di mettere un punto. Si trattava di 1,3 milioni di ettari che alimentavano quattro milioni di persone, e la Daewoo li riceveva in dono limitandosi a ricambiare con “infrastrutture”. Si, immaginiamo le grandi opere in programma…

Come dice Grillo, che fu tra i primi a parlarne, un tempo si regalavano collanine di vetro ai colonizzati, oggi neanche quelle. Però, almeno, è stato trovato il coraggio di ribellarsi a tutto ciò e di rovesciare un simile corrotto governo. Si spera ora nel sol dell’avvenir, ma il nuovo leader è un ex dee-jay… non esattamente Salvador Allende.

Fonte: http://petrolio.blogosfere.it/2009/03/madagascar-un-golpe-contro-una-multinazionale.html

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