Momenti di vita

Cos’è la vita? Quante volte ce lo siamo chiesti! Chi sono io?

Cosa ci faccio qui?

Al solito, domande, domande senza risposte.

Molti credono di dare la loro risposta. Forse stanno soltanto riformulando  la domanda a se stessi.

Perché ci ostiniamo a cercare risposte? 

Perché facciamo domande?

Ecco il paradosso, ho appena fatto la domanda di un perché.

Sono caduto in un potenziale “doppio legame”, una vera prigione della personalità creato dal contesto ristretto chiamato famiglia e dal contesto allargato chiamato società.

Però voglio essere libero…Anzi, peggio: mi credo libero.

Per essere libero devo prima liberarmi dalle dipendenze.

Le dipendenze non sono solo quelle dell’alcol, del fumo, del sesso, della droga, del gioco, etc.

Dipendenze sono anche il mio cibo preferito a tavola, la caramella zuccherata, il telefonino, il pc, la tv,  la mia amica, il mio amico, il collega, il capoufficio, l’acqua calda, la luce elettrica, il mio bel giardino, la macchina, la moto che luccica, il ripetere sempre le stesse cose, prendere il tram, andare al centro commerciale e avanti, avanti sempre così…

Antelope

Tutta la nostra vita, o meglio il nostro posizionarci nella vita è una dipendenza. Ora.

Sono dipendente dal cibo se ho fame. E anche se non ne ho…di fame…!!!

E l’amore, dove lo mettiamo?

Che sia mai anche questa una dipendenza?

Noooo, ma che dici?!?…l’amore è l’amore…quello con la A maiuscola. E’ sacro, non si tocca!

E allora perché ci sentiamo infelici se non ci percepiamo amati da qualcuno? Ci sentiamo soli, isolati, emarginati, incompleti, insoddisfatti?

Siamo sempre alla ricerca di un partner, un amante, una fidanzata, un ragazzo, uno che ci accompagni, una moglie, un marito, qualcuno insomma che ci dica: “Ti amo…”

Ci sentiamo forse incompleti?

Ci manca qualcosa per completarci dentro che cerchiamo fuori da noi, nel mondo cosiddetto esterno?

MA NOI, SIAMO CAPACI  DI AMARCI? Di amare sé stessi incondizionatamente e infinitamente?

Non nel senso del narcisismo ma nel senso puro del termine, senza orpelli.

Proviamo questa meravigliosa sensazione dentro le nostre cellule e per tutte le nostre cellule, quelle che ci compongono, che ci formano?

Come crediamo di poter essere amati e soprattutto di poter amare, se non sappiamo cos’è l’amore perché non lo proviamo ciascuno per se stesso?

L’amore per se stessi implica il rispetto per se stessi e l’onestà verso se stessi: se non ci sto più bene mi allontano anche se rimarro’ da solo.

In altre parole: se mi amo abbastanza da arrivare a straripare d’amore dentro di me in modo tale che la mia botte cominci a strabordare nettare d’amore che bagna anche gli altri, tutti quelli che mi vengono a contatto e vivono con me e intorno a me, allora avrò fatto il primo passo verso la felicità, che è anch’essa dentro di me, ma è sepolta, spenta, offuscata e posso risvegliarla solo vedendola in chi mi sta vicino, perché me la riflette come uno specchio. Così la riscopro e la riaccendo come vivo fuoco in me e mi sento davvero felice, perché mi amo, sono amato e amo tanto, tantissimo.

ROSSO NATURA

Allora cos’è la vita?

E dagli con queste domande! Se non ci sono risposte – l’hai appena detto – perché fai ancora domande? E perché ti sto facendo una domanda, se non mi puoi rispondere, perché non ci sono risposte?!? E qui mi attorciglio sulle parole, sui concetti, sulle frasi, sulle convinzioni, sulle abitudini.

Che gran casino!!!….

Non lo so, anzi non so proprio niente, sono ignorante (una mia amica diceva: “per ora ho solo sabbie e molluschi…”).  Questo è un buon punto di partenza: rimetto in discussione tutta la mia conoscenza, le mie lauree, il mio sapere, la fuffa, la polvere che ho addosso e finalmente dico: NON SO NIENTE.

Metto in discussione me stesso, la mia persona, la mia personalità (costruita) e finalmente NUDO mi ri-metto al mondo. Rinasco.

Nella vita abbiamo alcune morti e rinascite nello stesso corpo fisico ma mutati indissolubilmente nel sistema di pensiero inconscio.

Ecco, ora sono nel vuoto, nel nulla e ci sto bene, mi sento bene.

Già sentirsi BENE è un buon modo di essere e quindi proseguo così: se ci sto bene, resto; se non ci sto bene, me ne vado (PUNTO)

Apro un libro e leggo: La vita è movimento eterno, cambiamento continuo.

Bello!

E poi: Le emozioni sono sensazioni in movimento (dall’inglese E-motion = e-motion in movement)

Altrettanto bello!

Giro pagina e trovo: L’amore è assenza di morte (dal latino A-mors, dove la A è privativa, cioè “senza morte”).

Fantastico!

Però mi piace vagare nel nulla e ci resto ancora un po’.

In questo nulla che mi circonda un tale mi dice che il buio è soltanto l’assenza di luce e quindi di per sé non esiste.

Uhau!!!!

Sto per raggiungere quello che i mistici chiamano il nirvana!

Che ricchezza di concetti, che belle trovate mi arrivano oggi…?!!?

Non è che forse mi sto riempiendo, un’altra volta, di bei concetti, nozioni, conoscenze, di cui prima mi ero faticosamente sbarazzato?

Sono forse vittima adesso della new age come un tempo lo ero della mia università?  Lo studio di tanti filosofi mi aveva rincoglionito e adesso mi lascio irretire dai nuovi santoni, dai guru che mi vogliono gu-rire?

Ecco, ci sono ricascato, altre domande, sempre domande!

Cavolo!

Basta, è tutto solo un gioco. Il gioco delle domande e delle risposte.

Volare

Allora gioco, ma questa volta sono consapevole di fare un gioco: il gioco della vita.

Allora la vita è un gioco giocato seriamente?

Allora perché sorrido adesso e mi diverto quando gioco?

Il gioco forse non è più serio, con delle precise regole?

E… bbbbbasta, ho detto, con ste domande…!!!

Se sorrido e sono felice quando gioco è perché riconosco che le regole le ho create io per giocare.

Sono io il gioco, sono io l’amore, sono io la felicità. Non c’è nient’altro.

Appoggio qui il mio profondo grazie alla Vita, e al Giornale della Vita.

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