Novelli Eretici

Dai Catari, gli eretici albigesi, a Giordano Bruno il treno della storia trasporta nei suoi vagoni tanti esempi di fieri personaggi messi al rogo per le loro idee, il loro credo.
Ai nostri tempi l’eresia è più un meccanismo di devianza politica che religiosa. Il deviante viene oltraggiato, condannato, imprigionato, anche massacrato per le sue opinioni contrastanti un regime, non sempre autoritario o dispotico, anche democratico o pseudo-democratico.
La democrazia spesso è un paravento.
Quindi l’eresia oggi è più politica che religiosa. Allora cosa è cambiato nei tempi? Nulla, proprio nulla. La religione fa politica da sempre. La spiritualità non coincide con la religione. Non necessariamente, almeno.

Attenzione però: non sei pericoloso se esprimi un’idea (la forma democratica vuole che tu esprimi la tua idea). Sei pericoloso quando rompi gli schemi con il tuo atteggiamento e il tuo “fare” espresso dal tuo “Essere”. Allora interverranno amici, parenti, psicologi, psichiatri, educatori, sacerdoti, a tentare di riportarti sui corretti binari del vivere in sintonia con la società, dentro le regole stabilite dal contesto sociale. Ricorda: il comparto sociale non può e non deve essere minato nelle sue strutture portanti, altrimenti collassa e l’ordine viene sovvertito da un disordine che creerà un nuovo ordine futuro, con nuovi personaggi. Poco però cambierà rispetto a prima, perché cambiano solo i volti, ma l’essenza rimane pressoché inalterata. Ciò che veramente mina il contesto sociale è il mutamento radicale di un Sistema di Pensiero, attuato dal profondo dell’essere degli individui che lo costituiscono.

Siamo oggi testimoni tutti di come il Sistema mantenga imbrigliati gli individui, deprimendoli, indebolendoli fisicamente e psicologicamente, in modo che non abbiano l’opportunità di esprimere le loro vere potenzialità. Potenzialità assai pericolose per il sistema sociale e politico. Si sa infatti che se l’individuo è tenuto sotto stress da tensioni, incertezze, privazioni, fatica, etc, allora avrà bisogno dell’educatore, del sacerdote, del medico, del legale, del commercialista, del politico e via discorrendo. Un individuo integro e forte non avrà mai bisogno di nessuno: sarà autosufficiente, provvederà benissimo a se stesso e non avrà bisogno di un sistema che lo governi. Questo lo sapevano bene tanti grandi politologi del passato e, velatamente, anche lo esprimevano (però sotto forma di utopia).

I giovani sono le vittime prime di questo sistema sociale. Coloro che comandano hanno tutti gli interessi a tenere sotto scacco i giovani (che altrimenti sarebbero troppo pericolosi per il mantenimento dello status quo).  Si servono di meccanismi subdoli come la disoccupazione, la non-integrazione completa nel mondo degli adulti, la ghettizzazione, le mode, la pubblicità fuorviante, veicolate attraverso i media (televisione, giornali, internet) onnipresenti nella vita sociale. Mezzi distruttivi sono anche l’alcool, le droghe, il gioco, il fumo, le discoteche. Tutti strumenti atti a “fiaccare” i giovani sia nel corpo che nella mente, in modo che non abbiano integre le forze per esprimersi. Se i giovani potessero esprimersi con tutta la loro forza vitale, noi “vecchietti” saremmo “spazzati via” da un’onda dirompente!!!  Questo chi comanda ben lo sa e certo non lo vuole.  Allora inventa le mode,  crea le esigenze, alimenta falsi bisogni, divide le persone in gruppi ( prepara il terreno perché si mettano le une contro le altre). Divide volutamente e deliberatamente. Mai unisce tutti. Si sa: l’unione fa la forza e chi governa non vuole un popolo forte. In un certo senso la politica non vuole il bene comune. La politica è fine a se stessa. Almeno questo è vero finché dura un sistema di pensiero malato.

I giovani sono piegati da intenti subdoli che non riconoscono, non vedono, non percepiscono. Intenti che mirano ad indebolirli, contrastando volutamente la loro intima e meravigliosa natura vitale. Queste “lobby” usano mezzi come le droghe e l’alcool per fiaccare in loro la volontà, il desiderio di “Essere ciò che sono” e di esprimerlo con tutta la loro straordinaria forza vitale.

Ribellarsi però non è drogarsi. Drogarsi è solo fuggire da qualcosa che ci appartiene. La società è nostra. La società è soprattutto dei giovani, che hanno il diritto e il dovere di formarla a loro immagine. Un’immagine sicuramente più sincera e onesta di quella che le abbiamo fornito “noi adulti- malati di mente”.

Lo so e lo riconosco: E’ difficile a volte vivere senza l’aiuto di sostanze esterne che diano un sostegno a “tirare avanti”. Vorrei solo che i giovani prendessero consapevolezza che una “canna” aiuta a non pensare, tira fuori da una realtà pesante e ostile, che una bottiglia di alcool obnubila la mente rendendo più sopportabile il quotidiano, però è solo un palliativo momentaneo e non una soluzione, quindi è solo un inganno voluto e perpetrato da menti furbe che fingono di proibire una cosa (attizzandone il desiderio) e poi la forniscono in modo mascherato!
Tutto ciò è molto triste perché queste cose “fiaccano” l’individuo e lo conducono a uno stato di deprivazione e depressione, oltreché di confusione psicologica.

La società, così com’è impostata oggi nel suo complesso, non fornisce alle persone il metodo giusto e sano per riacquistare la propria forza vitale senza compromettere il proprio fisico e la propria salute.
Eppure un modo efficace c’è, esiste, ma non viene “stranamente” insegnato! Il perché ha due spiegazioni: la prima è stata detta sopra, la seconda è che quei pochi che lo conoscono lo tengono per sé e per il loro benessere senza assumersi il compito di divulgarla a tutti. Questa però è una grande responsabilità. Senza il benessere di tutti, ma proprio di tutti, il benessere di pochi è solo un fantasma!!!

Alcune persone evolute nello spirito sono in possesso di questa conoscenza e avrebbero il dovere di insegnarla persino nelle scuole, in modo da  una gioventù più sana e più forte.

In sintesi, una soluzione concreta alla depressione umana esiste: C’è una forma nel “modo d’essere” che dona all’individuo una grande forza vitale in modo assolutamente naturale, senza l’intervento di sostanze esterne dannose al corpo. Si potrebbe definire un metodo per assumere uno stato di coscienza “divino” in alternativa allo stato di coscienza “malato” con cui viviamo la maggior parte del nostro tempo. Si dice che la maggior parte di noi trascorre il proprio tempo a nascondersi, a celare la proprio intima vera essenza.

La scienza parla di onde cerebrali con differenti frequenze ed oscillazioni. Studia questo fenomeno da tempo con successo.

Nel quotidiano, alcuni sono capaci di “entrare” in questo stato dell’essere (che dona sensazioni ancora più paradisiache delle droghe o dell’alcool, in modo biologico naturale e senza danni all’organismo) e possono insegnarlo a tutti.  Anzi hanno il dovere di insegnarlo a tutti, con pazienza, dedizione, impegno.
Certamente occorre allenamento, però è possibile accedere ad uno stato psicofisico che porta grande sensazione di beatitudine e benessere (ed ha la meravigliosa caratteristica di consolidarsi nell’individuo in modo sempre più duraturo). Questo stato lo si ottiene imparando a “governare” le modulazioni cerebrali in maniera cosciente. Bisogna dedicare parte del proprio tempo giornaliero a una forma di meditazione che consente di entrare consapevolmente nelle “Onde Theta”, la frequenza divina in cui tutte le cellule del corpo umano sono in vero contatto con Dio, con l’universo e l’unità di tutti gli esseri viventi.
Tutti possono imparare se opportunamente guidati.
Avremo veramente una società più felice, serena e in pace. Perché il cambiamento sarà avvenuto “all’interno dell’individuo” assumendo finalmente e definitivamente un Nuovo Sistema di Pensiero che crea e mantiene una Nuova Meravigliosa Realtà.

 

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