Papa Francesco

Abbiamo un Papa nuovo. Un Papa che si presenta col nome del Santo di Assisi, un Papa che scende tra la gente come ultimo, che rifiuta una serie di privilegi, che viene “dalla fine del mondo” e che sembra annunciare la Chiesa di Cristo, quella delle origini, preannunciata da Dionigi l’Aeropagita. Per il vescovo veggente il nuovo Papa è Pietro II, il Papa Nero, gesuita appunto, ancora legato al potere temporale, venuto da lontano per incontrare tribolazione e morte. E’ stato eletto per buttare fumo negli occhi o per spiritualizzare di nuovo la Chiesa? E’ un agnello sacrificale eletto perché piace alla gente, e quindi per riconquistare i fedeli che si sono allontanati a causa degli scandali, dei preti pedofili protetti e coperti, della politica di una Chiesa più preoccupata dei suoi beni che di proporre con l’esempio il cammino di Gesù che (come racconta Dostoevskij nei “Fratelli Karamazov”) se tornasse, sarebbe perseguitato dalla Chiesa stessa, bollato come un personaggio troppo scomodo? 
Lo vedremo nel tempo.
Gli alberi si riconoscono dai frutti.
Interessante è stata anche l’elezione di Laura Boldrini, neoeletta Presidente della Camera. Un segno positivo del cambiamento dei tempi? Potremo avere politici veramente impegnati ad aiutare questo povero Paese a rialzarsi senza pensare solo a se stessi e alle proprie tasche?
 
Manuela Pompas
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