Se vinci tu, vinco io

IL VERO VINCENTE.

Mi è sempre piaciuto fare un po’ di sport, anche se ho sempre aborrito la competizione. Non sopporto di fare sport agonistici.

Con mio fratello si diceva:” Dai…facciamo una bella partita a tennis….!” L’idea era buona e bella, ma quando si trasformava in azione (la partita) era un vero inferno! Competizione, sudore e sangue per prevalere ed essere il vincitore. Non importava più nulla dello sport, dell’armonia dei movimenti che si conducono nella disciplina atletica. L’importante era solo il risultato: la vittoria. Chi vinceva era quello felice, l’altro, lo sconfitto era quello scontento, e amareggiato. Mi accorgevo però che, quando vincevo, la mia felicità durava poco, poi mi dispiaceva di vedere mio fratello così abbattuto e la mia gioia della vittoria si trasformava in una sensazione di vampirismo energetico: sottraggo energia a “mio fratello” per arricchirmi di quella energia vitale che a me serviva per vivere. Dopo però arrivava sempre qualcun’altro che “rubava” a me la stessa energia per arricchirsi lui. Così alla fine rimanevo sempre perdente.

Se, al contrario, intuivo mio fratello felice per la vittoria, non so perché, mi sentivo più felice anch’io. Non mi piaceva vincere!!! Forse meglio dire non m’importava di vincere, di essere un “Vincente!”

Forza radiante 3

Un aforisma di Alan Watts dice: “La vita è un gioco la cui Prima Regola è: Essa non è un gioco, è una cosa molto seria!”

Anche Laing afferma:” State giocando un gioco. Giocate a non giocare alcun gioco. Se io vi dimostro che state giocando, infrango le regole e voi mi punite…!”

Il principio fondamentale secondo cui la vita non è un gioco ma una cosa molto seria, fa della vita una gioco senza fine, che solo la morte fisica conclude. Sembra un paradosso, ma l’unica regola che può far terminare questo gioco molto serio non è di per sé una sua regola.

SCACCHI 2

Perché è tanto difficile capire che la Vita è un gioco a somma diversa da zero? Perché non si capisce che si vince solo INSIEME, non appena si cessa di essere ossessionati dall’idea di dover per forza sconfiggere “l’altro” per non essere battuti? E che l’ultimo avversario, l’unico in verità, contro cui mi batto è la vita stessa?

Si dice:” Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare…!!!”

E aggiungo:”…eh…eh…eh!!!”

Ma io non sono un duro, sono un molle. Anzi sono un “molliccio” e ne sono contento, pienamente soddisfatto!

Solo che le mie mani sono come quelle di un bambino: Unte di burro e marmellata…ma non scivolano via…!

Lascio che la vita abbia il suo corso, non mi oppongo mai, non combatto, lascio fluire, mi abbandono e mi arrendo totalmente ad essa, consapevole che se Lei vince, allora vinco anch’io.

Quando penso di aver battuto la vita, il mio ultimo avversario, m’illudo perché ho perso soltanto io.

Quando la vita esulta vincente allora celebra la mia grandezza.

FioredellaVita1

Nietzsche affermava che la follia è rara negli individui, mentre nei gruppi, nelle nazioni e nelle epoche essa è la regola.

La competizione non è solo sportiva, è anche nella società, nel lavoro, nelle aziende, in politica, ovunque.

Crediamo di essere tutti giocatori a somma zero: Dove vinco io, perdi tu.

I clubs delle squadre di calcio urlano:” Noi siamo i vincenti!!! Noi siamo i migliori!!!….Voi perdeteeee…!!!…Brocchiiii!!!”

Quando entro in un bar dove ci sono tante persone tristi, paurose e rassegnate, mi sento meschino, il più delle volte e non vedo l’ora di allontanarmi.

Quando entro in un locale con tante persone allegre e gioconde, mi sento pervaso da una sorta di allegria immotivata e per un po’ ci sto bene.

Mi sono fatto contagiare.

Non è forse che si dice:” Il riso è contagioso…Il pianto è contagioso?”

Allora se ho intorno a me tante persone felici, anch’io divento felice e più felicità ho intorno a me, più mi riempio di felicità, quasi fino a straboccare…E quando la mia botte sarà piena di tutta questa felicità donatami dagli altri, allora potrò andare in quei luoghi tristi e donare a mia volta la felicità che fuoriesce dalla mia botte stracolma.

africa4

La vita è un gioco a somma diversa da zero, in cui tutti si vince o si perde insieme. Quando l’avrò veramente capito e fatto mio nelle mie azioni, potrò anche permettermi di “uscire dal gioco” senza far rumore, in silenzio, in punta di piedi, sorridendo…

Potrò uscire dalla Prima Regola del gioco che dice: “la vita è una cosa molto seria, dura, una scuola che non perdona…!”

Potrò finalmente rendermi conto che la Vita è solo quella piega delle mie labbra quando sorrido.

 

Se vinci tu, vinco io
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