Top End

Come colui che si appresta ad affrontare una nuova situazione di vita, così chi si prepara ad effettuare un viaggio in Australia deve imparare a calarsi nella mentalità di coloro che sono abituati a vivere grandi spazi senza confini e ad immergersi in una natura avvolgente.

Questo è un mondo dove aria, luce, acqua e terra si completano alternandosi in uno sfavillante gioco di colori che sconfina nell’immaginario: un perfetto connubio tra il suo popolo antico, la terra rossa dei  suoi deserti, il fuoco del sole fonte della sua vita.

Esattamente come il nero, il rosso e il giallo della bandiera aborigena.

Una vacanza in Australia, la terra del “Down Under” è una grande avventura ed una esperienza indimenticabile.

 ABORIGENO 7

“Ho iniziato a viaggiare all’età di sette anni con mio padre. Viaggiai poi tanto anche da solo. Grande esperienza il viaggio in solitario, che poi proprio solitario non è mai, considerato il fatto che s’incontrano e si avvicinano tantissime persone”.

Persone che differiscono sensibilmente in base al nostro personale stato d’animo. Perché ogni persona che incontriamo, nel corso delle nostre giornate, ci riflette, ci rispecchia e, in loro, vediamo noi stessi nel nostro interiore stato emotivo, proprio come siamo in quel momento, in quel preciso momento. Ecco perché ogni persona ci “fa crescere”. Noi comprendiamo noi stessi attraverso i rapporti, le relazioni umane (Osho).

 ABORIGENI 5

E adesso partiamo per il Top End australiano.

“G’day, mate!” è tipico per salutare qualcuno in Australia, la  terra del mago di Oz dai cieli infuocati e dai mirabili deserti rossi, soprattutto nel Top End, la parte estrema dei Territori del Nord, dove c’è Darwin e il Parco del Kakadu. Ed è proprio lì che ho vissuto un sogno ad occhi aperti tra gli aborigeni, ai confini del tempo, ai confini del mondo…

 DONNE ABO

SongLines (Vie dei Canti) e DreamTime (Tempo del Sogno) sono realtà ricorrenti fortemente vissute dallo spirito di questa antichissima civiltà. Quella aborigena, appunto.

Anch’io ho sperimentato con loro fenomeni che, tra noi “civili”, sono definiti paranormali. Laggiù, invece, sono normalissimi! Proprio come i salt-water (i coccodrilli di mare, lunghi anche 5 metri!) le mosche (fastidiosissime!) o i ragni e i serpenti dal morso letale.

Tutto è natura e la natura è tutto. Punto.

Questo concetto ben definito si esprime attraverso la loro grandiosa arte: i dipinti, i manufatti, le pitture rupestri. Tutti simboli che si esprimono ai margini di quello che noi (civili) riteniamo essere la realtà.

Con l’arte, gli aborigeni penetrano l’assoluto, sbriciolando ogni tassello della logica razionale così come è costruita dalla mente umana.

E’ stata una grande e fortunata esperienza, cui sono grato.

 DIPINTO ABO

Non ci vuole coraggio per affrontare il Top End, ci vuole proprio incoscienza. Meglio dire bisogna “Uscire di senno” prima di avventurarsi in questa impresa. Ed è assolutamente quello che ho fatto per sopravvivere in quei luoghi ai margini della vita umana, una vita (quella degli aborigeni) che si sta lentamente spegnendo, alla nostra vista, quella di gente moderna, tecnologicamente avanzata.

Loro, lentamente, si riaccendono a un altro livello e, piano, piano, scompaiono dalla nostra visuale.

 DANZA DEL SOLE

Io, nel Top End, ho invece spento il cervello…e mi sono proiettato nel cuore…e nella pancia.

Solo così ho cominciato a comprendere che esisteva un’altra vita…una vita altrettanto reale e meravigliosa!

 BENEDETTO

La comprensione dell’esistenza di una vita, o più vite parallele.

Quelle che vengono chiamate “Linee del Tempo

Gli aborigeni parlano di “DreamTime” e di “SongLines”, ovvero di Tempo del Sogno e di Vie dei Canti.

 ULURU 4

Cosa sono queste linee del tempo?

Ebbene, secondo antiche credenze, noi, tutta l’umanità sta vivendo nel Tempo del Sogno, ovvero stiamo sognando, solo sognando e crediamo di vivere delle vite reali. Di reale c’è solo che stiamo sognando. La Vita Reale è un’altra. Ogni linea del tempo è una particolare vita che si sviluppa come in un film, con una precisa sceneggiatura. Possiamo cambiare la sceneggiatura e cambiare vita, morendo oppure anche “cambiando” nel corso della stessa vita. Sì, ma cambiando cosa? Cambiando radicalmente il sistema di pensiero. A livello del subconscio, però. E, per fare ciò, occorre una scelta autodeterminata e molto coraggio. La decisione di compiere una “scelta determinata” deve essere condotta con l’allineamento al proprio “Sé”. Per fare ciò è importante accedere, attraverso la meditazione, ad uno “stato alterato di coscienza” che permetta una penetrazione agli strati più profondi e celati dell’inconscio.

Altrimenti non si verifica quel “cambiamento radicale” che invece avverrà successivamente alla fine del tempo, con la morte del corpo fisico.

 ABO 9

Secondo gli aborigeni d’Australia questo mutamento di linea del tempo avviene semplicemente intonando un canto, un canto molto speciale che percorre “una delle vie dei canti” appunto.

Essi intonano un canto quando un “Essere” decide di cambiare la sua linea del tempo. Spesso chi decide di “mutare la sua linea del tempo, lo fa allontanandosi dagli affetti, dai familiari, dalla comunità e comincia a vagabondare in solitario, per lungo tempo. Loro lo chiamano “walkabout

 ABO 7

Gli aborigeni sono consapevoli di “stare sognando”, di essere tutti figli del DreamTime. In un certo senso è proprio come quando si sogna durante il sonno notturno: non c’è alcuna differenza tra la veglia ed il sonno. E’ tutto sogno.

Si sogna nel sonno e si sogna da svegli…

Anche per questo sono in grado di comunicare telepaticamente fra di loro, sono in grado di “far danzare” il fuoco e l’acqua,  di peregrinare per mesi, anni da soli nel deserto, nutrendosi solo di bacche e di luce solare durante il walkabout. E’ tutto un sogno creato dalla Mente.

 ABORIGENO 8

Gli Aussies, così vengono chiamati gli australiani doc,  non si sono mai integrati con gli aborigeni, i locali antenati che da sempre popolano questi territori poi colonizzati dai bianchi. Troppo differente è la mentalità di un anglosassone da quella di un autoctono.

 NAZIONE ABORIGENA

Il DreamTime non entra a far parte di una  mente pragmatica. Almeno fino a quando il suono di in didjeridoo (potente strumento a fiato simile a un lungo tubo di legno) non varcherà definitivamente i cieli rossi infuocati che si specchiano nei deserti, altrettanto rossi e infuocati, senza confini, senza limiti, senza tempo…

…Nelle Linee del Tempo…Nel Tempo del Sogno…Nel Suono di un Canto…Un Canto Dimenticato…

BANDIERA ABORIGENA 1

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