Una risposta adeguata

Qualche giorno fa ebbi uno spunto.

Un caro amico mi telefonò per raccontarmi cosa gli era capitato.

Una storia particolare che aveva a che fare con le sincronie, con il karma, con gli insegnamenti di vita.

Riassumendo si trattava di una persona che gli aveva scritto una toccante lettera con la quale gli chiedeva l’invio di un vecchio libro che lui aveva scritto molti anni prima, quando, da disoccupato, faceva lo scrittore a tempo perso. Un libro non molto conosciuto, non certo un best seller, che era stato pubblicato in un numero limitato di copie molti anni fa. Anche lui quasi se ne era scordato. In quella lettera lo scrivente asseriva di essere stato un suo grande fan e che aveva perso in un trasloco questo libro cui teneva molto. Aggiungeva inoltre di essere da tempo malato, di una invalidante e penosa malattia che lo costringeva alla quasi totale immobilità. Il mio amico, riferiva, di essere stato profondamente toccato da questa vicenda umana e dalla sua inaspettata richiesta. Avrebbe comunque sicuramente inviato quel libro a questo suo ammiratore sorto apparentemente quasi dal nulla.

Bella vicenda…

Anche a me è capitata una cosa simile. Forse è capitata anche a molti che ora stanno leggendo…

C’è qualcosa…qualcosa che ancora ci sfugge…

Tempo fa facevo elemosina.

Regalavo soldi a un mendicante, ai bambini africani, ai bisognosi del terzo mondo, alle associazioni che aiutano i diseredati, etc.

Poi, una mattina di dicembre di non ricordo più quale anno, una vecchina che elemosinava accucciata all’angolo di un marciapiede mi disse: “Ora ti senti più sollevato?!?”

Al momento non compresi. Notai comunque una luce strana e molto particolare nel suo sguardo.

Il mattino successivo la ritrovai, sempre lì, sempre con quella luce negli occhi. Mi chinai e le parlai. Le chiesi se non voleva che la accompagnassi in qualche ricovero dove aiutano le persone bisognose, magari una chiesa o un ospizio…Faceva molto freddo. Io ero ben coperto ugualmente sentivo freddo. La donnina indossava dei cenci eppure mi sorrise replicando:” …Se non ci fossi io, qui, a farti vedere chi sei, come faresti a capire?…”

Al momento non capii proprio nulla, ma quelle parole mi toccarono nel profondo. Di notte ebbi un sonno agitato. Poi l’illuminazione arrivò nel dormiveglia. In quella fase in cui ti trovi in bilico tra la coscienza e l’inconscio. Fase in cui hai vissuto i più bei momenti dell’infanzia.

Ecco.

ELEMOSINA: Il denaro è energia. Con esso ci si toglie solo un peso. Momentaneamente. Poi ritorna. Perché non si risolve il problema veramente.

L’ALTRO: L’altro si accolla un guaio al posto mio e me lo mostra, me lo fa vedere, toccare, sentire. Ciò che vedo nell’altro è un mio problema non risolto che però non si è manifestato in me perché il mio Sé ha ritenuto più opportuno proiettarlo all’esterno, nell’altro, per farmelo comprendere meglio. Per provare quella passione che è “cum-l’altro”, cioè la com-passione. Quando mi disfo velocemente del problema con del denaro o con qualcos’altro che non mi costa alla fine tanta fatica, anche psicologica, in realtà non lo risolvo. Non faccio altro che rimandarlo. E mi si ripresenterà ancora. Nella peggiore ipotesi magari me la accollerò anche personalmente. Nel senso che potrò anche svilupparlo in me stesso.

Mai sottovalutare un insegnamento della Vita.

Allora, quando mi si presenta “la prova” dovrò rispondere con una RISPOSTA ADEGUATA !

Una risposta adeguata è una energia, l’unica forma di energia che risponde perfettamente a quella specifica situazione. Che non è proprio detto sia essere l’uso dei soldi, come noi “occidentali” siamo spesso abituati a pensare.
Anzi quasi mai lo è.
Tuo figlio non desidera solo la mancetta o il regalino; spesso chiede un po’ del tuo tempo, un po’ di attenzione…

Questa risposta adeguata me la suggerisce la mente quando è allineata al mio Sé. Mi metto calmo, mi sintonizzo con la parte innocente che c’è in me, chiudo gli occhi e la risposta arriva. Poi eseguo l’azione.

La risposta adeguata è SEMPRE quella che dona felicità all’altro. E la felicità richiesta in quel momento può anche essere soltanto un sorriso, uno sguardo amorevole, una carezza o il privarsi di un oggetto caro per donarlo senza condizioni. E mai pentirsene.
Può essere accompagnare quella persona a salire dei gradini oppure ad attraversare la strada…o semplicemente stringerle la mano per qualche minuto, fermandosi, arrestando la propria corsa convulsa quotidiana…quella per accaparrarsi un posto d’onore in società.
Può anche essere quella di regalare a chi me lo chiede,  un libro caro o un oggetto amato, affidandolo al sorriso del proprio cuore…

In sostanza: Chi ho reso felice, oggi?

Ecco, caro amico mio…Fai bene ad inviare il tuo libro a quella persona che, con tanto ardore, te lo richiede.

In fondo e non tanto in fondo…quella persona SEI TU.

Non c’è nessun’altro.

C’è solo “un altro” che ti fa vedere chi sei tu, in questo preciso momento…

Una risposta adeguata
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