UNO dei TRE: Cose Pratiche

La terra respira, la luna respira, il sole respira, l’universo intero quando inspira si dilata, si espande…e quando espira si contrae. Crea sistemi galattici, che pulsano di vita. E’ solo una immagine . Mi scuso con gli astrofisici per questa balorda affermazione. Mi piace comunque iniziare pensando che sia proprio così.

E’ una cosa semplice e mi risuona dentro.

Le cose semplici sono quelle, credo, che hanno maggior effetto, sono più efficaci. Quelle complesse servono solo a non essere comprese dai non addetti ai lavori e spesso si tende proprio a complicare le cose semplici. Per attribuire loro maggior valore.

Nel campo cosiddetto esoterismo spirituale, alcuni amici mi dicono che frequentano diversi corsi, talvolta anche costosi, ma rimangono sempre sulla fatidica linea di partenza e da lì non si smuovono. Provano alla fine molta frustrazione, stanchezza e soprattutto confusione. Il tutto contribuisce proprio ad aumentare la depressione, vera grande malattia sociale di quest’ epoca.

A volte mi capita di pensare che lo spirituale sia oggi un grande affare, dove girano denari e poca coscienza o consapevolezza, che dir si voglia.

Anni fa mi accompagnai a un seminario molto blasonato. Ne compresi poco o niente e rimasi deluso. Di quella esperienza ricordo bene di essermi illuso come molti altri che erano con me. Forse non ero all’altezza?

Poi lessi un libro che mi invitava a praticare la meditazione. Allora mi chiesi: “già…ma come si fa?” Nel testo c’era scritto di provare a respirare, proprio come fa tutto ciò che vive in natura. Alcuni bei respiri ampi di petto e di pancia, non solo di gola, come ero da sempre abituato a fare.

Poi dovevo cercare di calmarmi, mettermi tranquillo, comodamente sdraiato oppure seduto, come preferivo, se volevo potevo anche camminare. “Nulla di più semplice” Pensai. …”E poi cosa succede?” Chiesi al libro. Mi rispose:” Non avere aspettative, fai come i bambini, sii aperto ed entusiasta per quello che succede, per tutto quello che arriva. L’importante è che ti metti tranquillo e che cerchi di fermare ogni pensiero che bussa alla porta della tua mente”.

“Già – pensai –facile a dirsi, ma poi…in PRATICA?!?”

Ecco il problema reale: viviamo in un mondo del FARE, siamo abituati a fare, a costruire, a lottare e sappiamo ben poco di come si possa ESSERE , semplicemente essere! Quando ci dicono che dobbiamo semplicemente “essere”, ci sentiamo perduti, spaesati, impalati. Mi dissi: “Voglio cose pratiche, concrete e non suggerimenti impossibili da adottare. Cado in un paradosso quando mi chiedo: “Cosa devo fare per essere?” Il mondo del fare esclude quello dell’essere e così viceversa. Posso solo fare, cioè fare bene, quando sono, quando “ci sono”. Ma allora se ancora non sono, come posso fare per esserci? Come si può essere senza fare prima qualcosa? Alle volte mi sembrava di perdere la ragione.

Forse dovevo proprio mettere da parte la ragione, il cosiddetto buonsenso.

Avevo scordato il primo e anche il secondo consiglio del libro: quello di respirare e quello di stare calmo, il più tranquillo possibile. Non riuscivo a calmarmi quanto bastava, così presi una camomilla….Mi calmai.

Subito arrivò l’intuizione, sempre dal libro: se l’universo respira, perché anch’io non provo a farlo, magari questa volta profondamente, intensamente?

I pensieri però arrivavano, senza tregua. Che ossessione! Come impedire questo flusso continuo, inarrestabile? Mi rivolsi  una seconda volta al libro. “Prova a concentrarti solo sull’aria che entra e che esce, contando anche i tuoi respiri…”Lo feci. Qualcosa accadde. La mente si calmò. Immaginavo i pensieri vagare nel vuoto intorno a me, senza una concatenazione come quando entrano dentro e lavorano nella mia mente.

Mi sentivo bene, come quando si viene cullati dalle onde del mare…

Cominciai anche a percepire i fluidi vitali che scorrevano nel mio corpo: la linfa e il sangue che fluivano…Fui invaso da una grande energia. Fu la mia prima vera meditazione. Un’esperienza meravigliosa!!! Ce l’avevo fatta. Senza seminari. Con il solo aiuto di un libro. Che ringrazio.

Finalmente una cosa pratica che funzionava e non più roba esoterica, evanescente, impalpabile e incomprensibile.

Da allora fu per me un’abitudine, una necessità per stare bene.

Con la pratica divenni più abile e regredendo in quell’oasi di immensa tranquillità riuscii a rallentare i miei ritmi cerebrali o meglio, come mi fu rivelato successivamente, le vibrazioni di tutte le mie cellule, la loro frequenza energetica.

Compresi che è possibile raggiungere uno stato di gioia senza bisogno di fare uso di sostanze esterne come alcool, droghe, fumo, gioco d’azzardo, per lo più dannose e di breve durata. E’ possibile essere felici senza far uso di sostanze che danneggiano il nostro corpo e la psiche.

La farmacia naturale del corpo umano produce naturalmente sostanze  che ci danno euforia quando è aiutato da una mente, un sistema mentale, che abbiamo ricomposto attraverso la meditazione, l’onda armoniosa.

Attraverso l’onda scivoleremo verso l’Essere Beato, alterando la chimica interiore, modificando le cellule e addirittura il DNA.

Attraverso l’onda  attiveremo la ghiandola Pineale che produrrà la melatonina, l’ormone del benessere.

C’è una moderna scienza, branchia della medicina ufficiale, che studia la produzione organica di sostanza neuro-chimiche in risposta a emozioni e a stati di coscienza. Si chiama P.N.E.I. (Psico Neuro Endocrino Immunologia). Studia anche il meccanismo con cui queste sostanze neuro-chimiche influenzano il sistema immunitario determinando lo stato di salute o quello di malattia.

Piano , piano mi accostai al Sé, il mio vero Sé, dove c’è tutto, proprio tutto quello che ci serve per vivere bene, in felicità.

Abbiamo solo bisogno di chiarezza e di cose semplici. C’è troppa confusione (voluta e provocata?!?) in giro, oggi.

Prima di allora ero abituato, meglio dire assuefatto, ad organizzare le mie giornate, anche nei dettagli, in modo da non perdere mai il mio tempo. Il preziosissimo tempo. Però così mi perdevo la magia della quotidianità, le piccole cose alle quali non prestavo attenzione, le sincronie, gli eventi inattesi da godere anche se turbavano la linea logica della mia grandiosa organizzazione. In altre parole vivevo proiettato nell’immediato futuro con l’occhio condizionato dalle esperienze trascorse, dal passato. Prendevo impegni per domani, stipulavo patti e contratti. Non ero mai veramente nel presente: Quindi non c’ero. Non ero mai presente a me stesso. Buttavo via le giornate e intanto il mio “Sé” bussava alle spalle….Si faceva sentire con i malanni, malesseri…raffreddori…tossi…allergie… e poi…e poi…e poi…

Compresi anche di avere ben consolidati in me degli schemi, dei modelli preformati solidi e spesso atavici, frutto di un inconscio collettivo ben radicato e antico.

Dovevo rompere gli schemi, mettendomi in discussione con coraggio. Serviva onestà verso me stesso. Quindi de-schematizzare e non rischematizzare, de-modellare e non rimodellare. Altrimenti mi sarei solo spostato di stanza, avrei fatto un trasloco e trovato un’altra prigione in cui rinchiudermi per inibire la libertà.

Ognuno crea la propria realtà.

L’idea delle persone con cui dividiamo i nostri spazi, del luogo in cui viviamo, del nostro stesso aspetto, di cosa siamo e facciamo, di cosa saremo e faremo, l’abbiamo creata noi come nostra realtà, in base a modelli di pensiero. Pertanto chiunque e qualunque cosa entri a far parte della mia vita è un aspetto di me stesso con cui mi devo confrontare per capire chi sono. In altre parole funziona da specchio. E’ un mio riflesso. Si parla anche di conoscenza emotiva esperienziale.

Ora è tutto molto più chiaro. Tutti i giorni, i bellissimi giorni che vivo, arrivano risposte alle mie domande, anche a quelle più vecchie, che non trovavano mai una collocazione nel puzzle del mio cervello confuso.

Ho cominciato a considerare i miei pensieri come energie da controllare e gestire con responsabilità. Con la consapevolezza che i pensieri sono un’energia molto potente, un’energia che ingombra il campo eterico della terra. I pensieri vagano nell’etere, assumono forme impalpabili che condizionano le menti di tutti gli uomini. Si parla proprio di forme-pensiero. Ho cominciato a capire che gli esseri umani sono fasci di energia governati dai loro pensieri. Più spesso dai pensieri che invadono lo spazio invisibile intorno a loro e che quindi non appartengono realmente al singolo, bensì alla comunità globale.

I pensieri formano la mente. La mente forma il modo di concepire la vita che si vive. Se cambio i pensieri, cambio anche la mente e, di conseguenza, il modo di essere nel mondo. Cambiare i pensieri, però, è possibile farlo solo quando si è connessi al proprio Sé, quando ci si trova in equilibrio tra lo stato cosciente e lo stato non-cosciente. Per ottenere questo è indispensabile assumere almeno una forma di meditazione o di contemplazione profonda in cui ritrovare se stessi, in cui essere a tu per tu con il proprio Io.

Tutto ciò è bella filosofia, ma fino a quando non l’avrò calata nella mia esperienza pratica e nel mio sentire, non avrà illuminato la mia esistenza, non si sarà trasmutata in consapevolezza.

Per me una delle meditazioni più efficaci è quella nello Stato Theta: uno stato di coscienza molto profondo, che unisce la nostra parte cosciente a quella inconscia o subconscia.

La pratico, la consiglio, aiuto a impararla.

Qualcosa di assolutamente naturale che modifica prima le persone nell’intimo e, di conseguenza, le relazioni esistenti tra gli individui.

Oggi ho la certezza che noi, tutti noi non abbiamo alcun bisogno di qualcosa di esterno per stare bene, per sopportare il peso dell’esistenza su questa terra. Né alcool, nè droghe, niente di indotto dall’esterno. Solo sintonizzarsi ed ascoltare, abbandonandosi totalmente al proprio Sé.

Meditazione equivale a preghiera sotto forma di ringraziamento come anche a sospensione del dialogo interiore sotto forma di silenzio.

Si comprende, tramite essa, che siamo esseri senza limiti capaci di volare (quando impareremo a tenerci abbracciati…), capaci di scomparire e ricomparire (quando conosceremo la vera forza dell’amore), capaci di cambiare forma (quando cambierà il nostro approccio con la realtà).

Lasciamo da parte quello che ci è stato detto come impossibile e stipuliamo il nostro personale contratto con Dio. Sostituiremo i dubbi con l’apertura mentale, anche circa i miracoli. I dubbi sono ostacoli alla crescita quando inibiscono l’azione. Sono utili solo quando spingono a migliorarsi.

Il funzionamento cerebrale coerente ed ordinato, inteso come apertura di mente, risulta dall’esperienza dell’unità dentro di noi e si traduce in  quoziente d’intelligenza, in miglioramento della creatività e dell’apprendimento. Pertanto il cervello, il nostro cervello addirittura  migliora con l’età. Ciò si traduce in intelligenza più viva. Esso arriva al punto di invertire la marcia: dall’invecchiamento al ringiovanimento delle nostre cellule cerebrali..

Per fare questo è necessario accedere allo stato meditativo, bisogna rallentare, confluire all’esperienza del campo unificato: cioè l’uno.

E’ il luogo dove avvengono tutte le possibilità dell’universo, il cui centro si trova ovunque ed è pure dentro di noi. Qui si è tutt’uno con la vita. Si è uniti a Dio con l’energia dell’amore. E’ il luogo magico dei miracoli, dove tutto è possibile, dove esiste solo stupore e meraviglia, dove lo spazio è solo il vuoto che unisce i pensieri, dove si è beati nel nulla perché fuori dal tempo.

La moderna fisica quantistica ci dice che tutto è energia sotto forma di onda: onde di energia. Le particelle, così come l’onda, cominciano a esistere quando vengono osservate: allora l’onda viene separata dal tutto per essere osservata e trasferita nella realtà materiale. Si dice che l’onda collassa secondo una vasta rosa di possibilità.  Il collasso della funzione d’onda è reversibile, ossia può essere cancellato. Si è scoperto che anche la luce si propaga come un’onda in quanto campo elettromagnetico. I fotoni sono quanti di luce. Il “Quanto” è l’unità di energia, una unità di misura, un valore base di una radiazione elettromagnetica determinata dalla sua frequenza vibratoria. Due cose vibrano in base a una certa frequenza. Ad ogni frequenza corrisponde una certa lunghezza d’onda. Ne deriva che si è in risonanza (in simpatia) quando le vibrazioni, ovvero le frequenze energetiche sono le stesse in due soggetti che interagiscono con le loro emissioni d’onda.

L’osservatore è il creatore, o meglio il co-creatore.

Un’onda diventa indipendente quando passa attraverso l’attenzione cosciente dell’osservatore. Pertanto ciò a cui dedichiamo attenzione all’interno di noi stessi, influenzerà quello che accadrà all’esterno. La nostra intenzione co-crea la realtà esterna.

Realtà che poi si manifesta sempre come in veste olografica, vale a dire come proiezione della medesima immagine su vari livelli (così nel grande, nell’insieme, come nel piccolo, nel particolare).

Inoltre in ogni cosa vivente ci sono atomi, molecole e cellule. In ciascuna c’è uno spazio vuoto tra le particelle di materia. In questo spazio vuoto c’è una forza invisibile che unisce le stesse, le tiene assieme. Una forza che è energia. Questa forza invisibile si trasmette anche al di fuori della materia che l’ha generata.

Detto ciò, ne deriva che anche questo articolo è energia: trasporta l’energia di chi lo ha scritto a chi lo legge. Questo accade sempre. Quando si scrive una lettera, si pubblica un libro, si dipinge un quadro, si scolpisce una scultura, si compone una sinfonia, si canta una canzone, ma anche  si invia un sms al telefonino o una e.mail al computer!

Non è neppure a senso unico, perché l’energia del lettore torna allo scrittore. Secondo le moderne teorie dei Campi, un messaggio lanciato nell’etere giunge a tutti, sotto forma di energia.

Si crea un pensiero, una grande forza. Un’unione che fa la differenza. Da questa unione scaturisce una Mente Nuova. Una nuova mente collettiva. Un diverso modo di pensare. Un nuovo sistema di pensiero che abbatte credenze e convinzioni, che scavalca barriere ritenute prima insormontabili, Limiti e limitazioni imposte e volute da un vecchio sistema culturale. Un vecchio contesto di pensiero ormai in fase di inarrestabile superamento.

Da una nuova meravigliosa visione, grande gioia ne scaturirà.

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